icicles (il freddo e le sue strane costruzioni)

“… icicle, icicle, where are you going?
I have a hiding place when spring marches in…”

L’inverno ci ha messo un po’ ad arrivare quest’anno, ma poi ci ha dato dentro. Eccome! La neve è scesa incurante, macchiando di latte qualsiasi cosa. E il freddo ci ha davvero colto alla sprovvista, facendoci passare da stiletti a UGG. Al gelo, quando arriva, non si sfugge. Col caldo si può ancora discutere. Il gelo è un fottuto muro. In fondo l’hai sempre sopportato poco. Hai sempre preferito di gran lunga il segno morbido e indefinito del mare, al tratto forte e deciso della montagna.

Poi, rientrando da qualche giorno in alta quota, ti portano a vedere una meraviglia. Una grotta, nascosta ai più, a cui si accede da un portone di legno, di quelli delle favole. Entri con un po’ di timore (già, gli spazi chiusi…), fai qualche passo e poi sollevi lo sguardo. Rocce levigate da cui pendono cristalli di ogni dimensione e lunghezza, appuntiti che potrebbero bucarti il cuore. Spiragli di luce illuminano quanto basta. Sul fondo, viva e pulsante, compare anche una piccola cascata. Acqua corrente che scivola su tappeti di ghiaccio. E improvvisamente ti ritrovi a dare un senso al freddo e alle sue strane costruzioni.

2 pensieri su “icicles (il freddo e le sue strane costruzioni)

  1. 😀 buffo ripensavo anch’io a questo pezzo negli ultimi giorni glaciali di Milano (ho una passione quasi viscerale per Tori…). Personalmente ho risolto alla grande con i miei Crocs Nadia (acquistati per le vacanze in Trentino ma comodissimi anche in città a temperature polari tipo quelle di stamattina -9c°)

    Irry

  2. @Irry A chi lo dici. Tori non si batte. Ha scritto certe frasi, che ci riempirei 1000 t-shirt: “… so you can make me come, that doesn’t make you Jesus…”,

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