Marsiglia nel cuore


Nei viaggi quello che più colpisce è l’inaspettato, il panorama non scelto che rimarrà ricordo indelebile. Per me è stato lo sguardo da una terrazza al quinto piano, durante una tappa intermedia tra Spagna e Italia. Marsiglia, per sempre, nel cuore.

Questa era la storia di Marsiglia. La sua eternità. Un’utopia. L’unica utopia del mondo. Un luogo dove chiunque, di qualsiasi colore, poteva scendere da una barca o da un treno, con la valigia in mano, senza un soldo in tasca, e mescolarsi al flusso degli altri. Una città dove, appena posato il piede a terra, quella persona poteva dire: «Ci sono. È casa mia». (Jean-Claude Izzo)


Consigli di viaggio


Ero a Marsiglia soltanto di passaggio e la posizione dell’Hotel Hermes (2 Rue Bonneterie), nel Quartier du Panier, è stata davvero ottima per visitare la città senza scarpinare troppo. La mia camera era al primo piano, ma non mi sono fatta mancare più di un salto al quinto, dove c’è la terrazza dalla vista mozzafiato.


Avrei voluto fare una merenda-aperitivo da Cup of Tea (1 Rue Casserie), un delizioso caffè letterario a pochi passi dal porto, ma quando ci sono passata davanti stava già chiudendo. Peccato, sarà per la prossima volta.


Su consiglio di un amico, ho cenato da Au Vieux Clocher (12 Places des Augustines). Si trova in una piazzetta, a qualche metro dal caffè di cui sopra. Qui ho gustato un ottimo magret de canard con salsa di mango e purea di patate. Se ci penso mi viene l’acquolina in bocca.

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