musica
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6 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – Almost Independence Day (Van Morrison)
viva viva il Calendario dell’Avvento Rock! che non fa ingrassare, né spendere quattrini in cianfrusaglie inutili. avvènto s. m. [dal lat. adventus -us, der. di advenire «arrivare»]. una canzone al giorno. il tema, per restare in tema, è “l’attesa”. trattasi di attese, il più delle volte, poco ortodosse. buon ascolto. “Sento i fuochi d’artificio.Riesco a sentire la gente, la gente, la gente che grida.Sento le persone che urlano (di qua e di là dal confine, di qua e di là dal confine)Ed è quasi il giorno dell’Indipendenza.” L’attesa di Van Morrison in Almost Independence Day – mentre fuori fervono i preparativi per la festa – è rafforzatata ancora di più…
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5 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – The Waiting (Tom Petty and the Heartbreakers)
The Waiting di Tom Petty and the Heartbrakers - prima in classifica per 6 settimane consecutive - è un attesa colma di aspettative. Nessuno nega che sia tosta, ma va comunque vissuta senza perdere mai la speranza.
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4 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – Blue Jay Way (Beatles)
"Per favore, non fare tardi. Per favore, non fare troppo tardi. Per favore, non fare tardi. O potresti trovarmi addormentato."
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3 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – Car On A Hill (Joni Mitchell)
“Sono rimasta sveglia in attesa del mio tesoro Ascoltando le sirene e la radio Avrebbe dovuto essere qui più di tre ore fa Aspettavo di veder sbucare l’auto sulla collina.”
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2 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – Waiting For The Miracle (Leonard Cohen)
viva viva il Calendario dell’Avvento Rock! che non fa ingrassare, né spendere quattrini in cianfrusaglie inutili. avvènto s. m. [dal lat. adventus -us, der. di advenire «arrivare»]. una canzone al giorno. il tema, per restare in tema, è “l’attesa”. trattasi di attese, il più delle volte, poco ortodosse. buon ascolto. “Facciamo qualcosa di folle, qualcosa di assolutamente sbagliato,mentre aspettiamo il miracolo,il miracolo che verrà.” In Waiting For The Miracle, Leonard Cohen “l’attesa” la mette in discussione. soprattutto se si tratta soltanto di una scusa per rimanere immobili. «Ho cominciato a scrivere quella canzone all’inizio degli anni ottanta, forse fine anni settanta», ha spiegato Leonard Cohen, «Ho versioni di Waiting For…
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1 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – I’m Waiting For The Man (The Velvet Underground)
"Sto aspettando il mio uomo, 26 dollari nella mia mano. Lui non è mai in anticipo, è sempre in ritardo. La prima cosa che impari è che devi sempre aspettare."
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Roxette: quello che la scomparsa di Marie Fredriksson mi ha ricordato
Mentre scrivo, riascoltando Per Gessle e Marie Fredriksson, aka i Roxette. sto facendo un’immersione nel mare magnum dei miei quattordici anni. L’occasione non è delle più felici: è di qualche ora fa la notizia della scomparsa di Marie. Aveva 61 anni e il fatto che avesse 61 anni (di già?!?!), mi ha scioccato quasi quanto la sua morte. I loro cd, così come le loro facce, per la sottoscritta, sono rimasti cristallizzati in un non ben precisato luogo americansvedesmilanés e in un tempo che va dalla fine degli anni ’80 alla metà dei ’90. Da Have a Nice Day in poi, ammetto di averli un po’ persi di vista. Facendo…
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“Un giorno di pioggia a New York”, Woody Allen e il piano jazz di Erroll Garner
“There’s no Michelangelo coming from Pittsburgh”, cantava Lou Reed. Eppure questo straordinario virtuoso del pianoforte arrivava proprio da lì, dalla bistrattata città che ha dato i natali anche a Andy Warhol. Completamente autodidatta, Erroll Garner era così dotato che iniziò a suonare il pianoforte a 3 anni e a 7 si era già esibito alla radio. Fu la prima persona di origini africane a salire sul palco della Carnegie Hall a New York. Nato a Pittsburg (Pennsylvania), come dicevamo, da Ernst e Estella Garner, il 15 giugno del 1921, non è mai stato in grado di leggere la musica. Solitamente, per insegnargli le canzoni, venivano ingaggiati altri pianisti. Eppure riusciva…
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Eva Cassidy: che ne sai tu di un campo di grano?
«Avevo un locale ad Alexandria (in Virginia, n.d.r.), che era la zona in cui Eva Cassidy viveva», ha raccontato Mick Fleetwood (Fleetwood Mac), «La prima cosa che ho fatto, quando sono arrivato lì, per farmi un’idea della sensibilità della città, è stato organizzare degli incontri con i musicisti locali ed è così che l’ho conosciuta. Da sempre è la passione a muovermi, non sono uno che ha dei preconcetti tecnici. Mi ha commosso? È qualcosa di dolce e di drammatico? La voce di Eva era uno strumento magico, ma soprattutto lei era la componente ideale di una band. Era una persona cristallina, candida come la neve e nello stesso tempo…
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Karen Dalton e la canzone dell’amore perduta
Karen Dalton è una delle voci che più amo. In assoluto. This Is Our Love una delle canzoni che non ha mai inciso. Ci è rimasto soltanto il testo