musica

  • calendario avvento rock,  music stories,  musica

    2 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – Waiting For The Miracle (Leonard Cohen)

    viva viva il Calendario dell’Avvento Rock! che non fa ingrassare, né spendere quattrini in cianfrusaglie inutili. avvènto s. m. [dal lat. adventus -us, der. di advenire «arrivare»]. una canzone al giorno. il tema, per restare in tema, è “l’attesa”. trattasi di attese, il più delle volte, poco ortodosse. buon ascolto. “Facciamo qualcosa di folle, qualcosa di assolutamente sbagliato,mentre aspettiamo il miracolo,il miracolo che verrà.” In Waiting For The Miracle, Leonard Cohen “l’attesa” la mette in discussione. soprattutto se si tratta soltanto di una scusa per rimanere immobili. «Ho cominciato a scrivere quella canzone all’inizio degli anni ottanta, forse fine anni settanta», ha spiegato Leonard Cohen, «Ho versioni di Waiting For…

  • music stories,  musica,  primi amori

    Roxette: quello che la scomparsa di Marie Fredriksson mi ha ricordato

    Mentre scrivo, riascoltando Per Gessle e Marie Fredriksson, aka i Roxette. sto facendo un’immersione nel mare magnum dei miei quattordici anni. L’occasione non è delle più felici: è di qualche ora fa la notizia della scomparsa di Marie. Aveva 61 anni e il fatto che avesse 61 anni (di già?!?!), mi ha scioccato quasi quanto la sua morte. I loro cd, così come le loro facce, per la sottoscritta, sono rimasti cristallizzati in un non ben precisato luogo americansvedesmilanés e in un tempo che va dalla fine degli anni ’80 alla metà dei ’90. Da Have a Nice Day in poi, ammetto di averli un po’ persi di vista. Facendo…

  • cinema,  music stories,  musica

    “Un giorno di pioggia a New York”, Woody Allen e il piano jazz di Erroll Garner

    “There’s no Michelangelo coming from Pittsburgh”, cantava Lou Reed. Eppure questo straordinario virtuoso del pianoforte arrivava proprio da lì, dalla bistrattata città che ha dato i natali anche a Andy Warhol. Completamente autodidatta, Erroll Garner era così dotato che iniziò a suonare il pianoforte a 3 anni e a 7 si era già esibito alla radio. Fu la prima persona di origini africane a salire sul palco della Carnegie Hall a New York. Nato a Pittsburg (Pennsylvania), come dicevamo, da Ernst e Estella Garner, il 15 giugno del 1921, non è mai stato in grado di leggere la musica. Solitamente, per insegnargli le canzoni, venivano ingaggiati altri pianisti. Eppure riusciva…

  • musica

    Eva Cassidy: che ne sai tu di un campo di grano?

    «Avevo un locale ad Alexandria (in Virginia, n.d.r.), che era la zona in cui Eva Cassidy viveva», ha raccontato Mick Fleetwood (Fleetwood Mac), «La prima cosa che ho fatto, quando sono arrivato lì, per farmi un’idea della sensibilità della città, è stato organizzare degli incontri con i musicisti locali ed è così che l’ho conosciuta. Da sempre è la passione a muovermi, non sono uno che ha dei preconcetti tecnici. Mi ha commosso? È qualcosa di dolce e di drammatico? La voce di Eva era uno strumento magico, ma soprattutto lei era la componente ideale di una band. Era una persona cristallina, candida come la neve e nello stesso tempo…

  • cinema,  donne cazzute,  interviste,  musica

    (un)Faithfull: le confidenze troppo poco intime di Marianne

    – “Cosa pensi del fatto che stiamo facendo un film su di te?” – “Non mi piace affatto, ma sarò sincera.” Si apre con questo scambio tra la regista (e attrice) Sandrine Bonnaire e Marianne Faithfull il documentario che ha per titolo il cognome di quest’ultima. A dire il vero apre con lei che recita il primo canto dell’Inferno dantesco, ma questo primo dialogo tra le due ci dice molto della direzione che prenderà la pellicola. Seduta su una sedia, sul sedile di un’automobile o in una poltrona accanto a un caminetto, Marianne potrebbe essere Anna di Confidenze troppo intime (Patrice Leconte, 2004), il film in cui la Bonnaire recita…

  • musica

    #Sanremo2018: la mia triade

    Lascerò da parte noiose premesse sul perché ieri sera alla fine io abbia acceso la tv, sintonizzandomi proprio su Rai1 e farò parlare Tenco al mio posto: ho guardato Sanremo perché non avevo niente da fare. (pur di non incappare in A dangerous method su Rai5 poi avrei guardato anche la Santa Messa). 1. Imparare ad amarsi (Ornella Vanoni, Bungaro, Pacifico) L’esibizione: impeccabile, per quanto mi riguarda. Il pezzo è perfetto per le corde della Vanoni (“❤️” al suo inconfondibile vibrato cosmico) e lei non sbaglia una virgola. L’errore: far cantare (anche) Bungaro. Nonostante la lampada, la sua interpretazione risulta più pallida dell’abito di Ornella. La frase: “Conservo l’infanzia, la…