learning to fly (la fiorentina al sangue)

Trattoria Torre di PisaCapita di trovarsi a chiacchierare con una diplomatica austriaca davanti a una fiorentina degna di questo nome [lei, per intenderci, è una che fa colazione con la Merkel, va a cena con Sarkozy e in mezzo, quando butta male, ci infila un pranzo con Formigoni] e scoprire che, anche una donna con due balle così, come me ha paura di volare.

Quindi guardatemi bene: oggi sono quella con le unghie viola e il viso bianco come un cencio, seduta nel posto più lontano dal finestrino e più vicino alle uscite di sicurezza. Domani invece potrei essere “la regina d’Africa”.

ON AIR: Learning to Fly (Tom Petty)

l’amore a spizzichi e bocconi

Le cose che ami hanno profumi familiari. Colori che non dimentichi. Strade che non ti stanchi mai di percorrere. Sono luoghi del cuore innanzitutto. Poco importa se agli altri non piacciono, tu ci vedi misteri che sfuggono ai più. E segretamente gongoli per aver avuto accesso a questa corsia preferenziale.

Le cose che ami hanno nomi domestici che risuonano caldi tra mura di Casa. Sono eterni ritorni, infinite partenze. Sapori, odori e bisogni primordiali.

Sono così tante che vorresti mani, occhi, labbra e orecchie in abbondanza per gustarle a fondo. Dio solo sa se lasceresti volentieri da parte tutto il resto. Quel dannato resto che sta nel mezzo e ruba soltanto tempo prezioso. Classificabile come lenta e snervante attesa.

Sottolinei, scatti, annusi, registri… Ascolti chi davvero ha qualcosa da dire. Fissi nell’anima tutto ciò che puoi, domandandoti se lo spazio sarà davvero abbastanza. E costantemente vivi con la paura di perdere pezzi per strada.

Scelte. Maledette scelte. Se non fossimo obbligati a farne, saremmo immortali.

On air: Badlands (Bruce Springsteen)
“… don’t give a damn for the same old played out scenes.
I don’t give a damn for just the in-betweens…”

dancing on a hot tin roof

Passano giorni, compleanni degni di nota (il suo), notti insonni a scrivere. Sfila via anche la moda milanese. Scivolano il tempo e le sue mille sfumature. Cambiano le persone che hai attorno, mutano i riferimenti (non sia mai che ci si annoi). Passano persino cose che non credevi.

Neve, pioggia, vento che scompiglia i pensieri… Poi, finalmente, sole.
E pensi che oggi, a Milano, è una giornata da ballar sui tetti.

note blindate: ho i gorilla(z) alle calcagna

Sto ascoltando un disco che uscirà il 5 marzo, di cui non posso assolutamente scrivere nulla prima del 22 febbraio e per cui ho firmato pure un “confidentiality agreement with embargo”.

Non aggiungo altro, altrimenti poi vi tocca portarmi le arance a San Vittore. Dico solo che sono arrivata alla traccia che coinvolge il “personaggino” nella foto qui sopra e… Ok. Ok. Ascolto e taccio.

Postilla del 7 febbraio
Tutta sta segretezza per poi leggerne la recensione su Internazionale della scorsa settimana. Mah… Misteri delle case discografiche.

limonata per tutti

Spremuta come un  limone dalle ultime vicende personal-lavorative (trasloco e lancio di un nuovo prodotto), con mio grande rammarico, fatico ad aggiornare il mio adorato blog. Fortunatamente però, grazie al nuovo tema wp, posso almeno sfogarmi con qualche twittata serale tipo questa. E cambiare le “parole parole parole“. Son soddisfazioni, eh… 😀

nuova grafica (piccole blogger crescono)

Sto familiarizzando col nuovo template. Quello standard non si poteva proprio vedere da tanto era asettico. Qui ci metto la testa e i miei grilli, così mi è sembrato carino cominciare a metterci anche la faccia (se non tutta, almeno gli occhi). A livello grafico/tecnico ci sono ancora un sacco di cosine da sistemare e, ahimé, alcuni tasti inattivi. Ma non mi perdo d’animo. 🙂

musica per pioggia e borlotti

Ho appena messo a bagno i borlotti. Domani si fa la pasta e fagioli. Confesso con un filo di vergogna che è la mia prima volta (coi fagioli!). Meglio tardi che mai. Nel frattempo, passeggiando per facebook, scopro che controfigura di Naomi Watts in The International e mi dico: se lei ce l’ha fatta a gestire Naomi, io devo farcela coi borlotti.

Nel frattempo a Milano diluvia, come in gran parte dello Stivale. La pioggia, quando la si guarda da una finestra, non è poi così male: conferisce a ogni cosa un aspetto lucente. Poi certa musica si accompagna benissimo con l’acqua. Il timbro melancolico di Stephin Merrit (Magnetic Fields), col suo adorabile “oOOOooooooooOOoohhh“, quello lieve e romantico di Chet Baker, che calza a pennello su un brano d’altri tempi, o ancora il suono del wurlitzer in 5 On A Joyride di Cody ChesnuTT, che vibra come i riflessi sul bagnato.

Ecco 10 brani che stanno alla pioggia come la pasta ai borlotti:

Ma voi, per curiosità, l’aglio nella pasta e fagioli ce lo mettete o no?

cambio casa

Fare scatoloni pesa, ma arredare un nuovo spazio è sempre una gran cosa. Tra scartoffie di pensieri e emozioni ancora da assemblare, Degna di note cambia pelle. La sostanza rimane. La passione per la musica (guai a toccarla!) anche.

Come si dice in certi casi…? Chi mi ama, mi segua!
www.lovlou.com

"… I take a step outside
And I breathe the air
And I slam the door
And I’m on my way…"