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3 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – Car On A Hill (Joni Mitchell)
“Sono rimasta sveglia in attesa del mio tesoro Ascoltando le sirene e la radio Avrebbe dovuto essere qui più di tre ore fa Aspettavo di veder sbucare l’auto sulla collina.”
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2017: la playlist mai datata
“Io non appartengo a un periodo storico. I problemi su cui rifletto possono essere comuni a certe persone, ma mai a tutti, e non sono mai questioni sociali. Sono sempre questioni psicologiche, romantiche o esistenziali. Sono immutabili. Se il film è brutto, lo sembrerà sempre. E se il film è bello, non sembrerà mai datato.” (Woody Allen) Lo stesso vale per la musica. Da sempre, quella che amo non ha né stagione, né età. Ecco perché contravvengo alla regola ferrea dei post musicali di fine anno: nella mia playlist non troverete pezzi usciti nel 2017 (a parte qualche rara eccezione), ma 20 canzoni di qualsiasi anno e provenienza che hanno…
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il cinema e le bugie su Joni Mitchell
Era un po’ che volevo farlo. Ne sentivo tremendamente il bisogno. “Fare cosa?”, vi starete chiedendo. Raccogliere le scene dei film in cui viene citata Joni Mitchell e raccontare gli stereotipi legati alla sua musica. Lo so, molti di voi probabilmente non sanno nemmeno chi sia Joni Mitchell (mi riferisco a quelli che hanno avuto poco a che fare con la sottoscritta, dato che gli altri sono stati prontamente evangelizzati) (beh, che aspettate? googlatela immediatamente!), ma sono quasi certa che tutti abbiate visto almeno uno dei film che sto per citare qui sotto. Ecco perché non posso permettere che viviate nella menzogna. Schiavi di sceneggiature tendenziose e colme di fake…
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connessioni
Ogni cosa è illuminata, secondo Jonathan Safran Foer. Ok. Ma soprattutto ogni cosa è in qualche modo collegata ad altre, aggiungo io. Esistono fili sottilissimi (spesso impercettibili) che uniscono oggetti, parole, pensieri, persone. E Jenny Holzer per me lo dice benissimo: “All things are delicately interconnected”. Per quanto mi riguarda, ormai ne ho la certezza: fili invisibili legano le cose che ascolto, guardo e amo. E quando alcuni di questi decidono di palesarsi, mi ritrovo in qualche modo a pensare che nel (mio) caos tutto abbia il suo bel posticino predefinito. Per esempio, sono ragazzetta, Lou Reed già lo adoro, ma nella mia stanza ascolto ossessivamente anche la Strambelli e…
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donne, motori e donne motrici
Poco fa, ascoltando in auto un vecchio disco di Prince, l’orecchio mi è cascato su Little Red Corvette. Diciamolo, suona sempre dannatamente bene nello stereo. L’avrò cantata a squarciagola diverse volte, ma senza mai fare particolare attenzione al testo. Oggi invece riflettevo sulla prospettiva ribaltata: il latin lover, colui che seduce e abbandona ignare fanciulle in una quantità spropositata di canzoni (italiane, inglesi, francesi, ostrogote…), questa volta lascia spazio a una donna supercar, con molti cavalli a disposizione. Lei accelera a tal punto che il malcapitato TAFKAP si ritrova a supplicarla: “honey, you got to slow down”. Al di là del fatto che la maggior parte della musica di Prince,…
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happy birthday, Joni
Una donna dallo sguardo lucente, profondo e dagli zigomi pronunciati tiene tra le dita una sigaretta accesa. In testa ha un basco morbido che le incornicia il viso, ma il vento riesce comunque a scompigliarle la lunga chioma bionda. Indossa una pelliccia nera che si staglia su uno sfondo bianco latte. Abbasso di poco lo sguardo e mi ritrovo su una highway americana, selvaggia, polverosa e sterminata. Proprio da quella strada (sulla copertina di Hejira, 1976 n.d.r.), parecchi anni fa, è cominciato il mio viaggio nell’universo Joni Mitchell. Da una canzone in particolare: Amelia, che, come la maggior parte dei pezzi di questa Signora della musica, che oggi compie 70…
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la neve (odi et amo)
[dedicato a tutti quelli che… “la neve è bella, ma in montagna”] La neve divide. C’è chi la ama e chi la odia ferocemente, ma quasi mai lascia indifferenti. Io faccio parte della prima categoria. Per esempio, non ho mai sognato di vivere in un posto che vanta una media di 30 gradi all’anno. Non solo, a sciare sono una bestia, quindi la montagna alla lunga mi dà noia. Sono quel genere di persona che, ogni volta che nevica, rischia di esser presa a sberle dai più. Il manto bianco io lo voglio in città o al limite al mare. Nei posti in cui non te l’aspetti insomma. Nei luoghi…
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15 album (che ti hanno influenzato)
[una di quelle note che girano su Facebook e a cui, data la mia musicofilia, ho deciso di dedicare un post] Quindici dischi che ti hanno influenzato e ti saranno sempre cari. Elenca i primi quindici in non più di quindici minuti. 1. Aqualung – Jethro Tull 2. Under the Pink – Tori Amos 3. Greatest Hits – Bob Dylan 4. New York – Lou Reed 5. 24 Nights – Eric Clapton 6. Blue – Joni Mitchell 7. Tunnel of Love – Bruce Springsteen 8. Live MCMXCIII – The Velvet Underground 9. 1962 – 1966 – The Beatles 10. Closing Time – Tom Waits 11. Hounds of Love – Kate…
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for free (Merry Mitchell Xmas)
A me, camminare per strada con Joni Mitchell nelle orecchie fa molto più Natale di qualsiasi luminaria. La sua musica mette neve candida anche dove non ne è mai scesa. Playing like a fallen angel. Playing like a rising star. Playing for a hat full of nothing to the honking of the cars. ON AIR: For Free (Joni Mitchell)
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hippie ending
Felicità: un’acustica, pochi amici, tante strade condivise. That’s pretty much it. My “hippie ending”.