• cinema,  donne cazzute,  interviste,  musica

    (un)Faithfull: le confidenze troppo poco intime di Marianne

    – “Cosa pensi del fatto che stiamo facendo un film su di te?” – “Non mi piace affatto, ma sarò sincera.” Si apre con questo scambio tra la regista (e attrice) Sandrine Bonnaire e Marianne Faithfull il documentario che ha per titolo il cognome di quest’ultima. A dire il vero apre con lei che recita il primo canto dell’Inferno dantesco, ma questo primo dialogo tra le due ci dice molto della direzione che prenderà la pellicola. Seduta su una sedia, sul sedile di un’automobile o in una poltrona accanto a un caminetto, Marianne potrebbe essere Anna di Confidenze troppo intime (Patrice Leconte, 2004), il film in cui la Bonnaire recita…

  • interessanti scoperte,  musica,  playlist,  scintille

    2017: la playlist mai datata

    “Io non appartengo a un periodo storico. I problemi su cui rifletto possono essere comuni a certe persone, ma mai a tutti, e non sono mai questioni sociali. Sono sempre questioni psicologiche, romantiche o esistenziali. Sono immutabili. Se il film è brutto, lo sembrerà sempre. E se il film è bello, non sembrerà mai datato.” (Woody Allen) Lo stesso vale per la musica. Da sempre, quella che amo non ha né stagione, né età. Ecco perché contravvengo alla regola ferrea dei post musicali di fine anno: nella mia playlist non troverete pezzi usciti nel 2017 (a parte qualche rara eccezione), ma 20 canzoni di qualsiasi anno e provenienza che hanno…

  • musica,  primi amori,  V.M.18

    Fairytale of New York: la (non) canzone di Natale compie 30 anni

    Non parla di neve, di slitte o di sorprese sotto l’albero, ha ben poco di sentimentale, eppure, da quando è uscita, è una delle canzoni in assoluto più associate al Natale. Fairytale of New York è venuta alla luce il 23 novembre di un ormai lontano 1987, ma ogni dicembre che Dio manda in terra, l’ormai trentenne “canzoncina”, scala diligentemente le classifiche per fare di nuovo capolino nelle nostre vite e venire a strapparci il cuore. Di cosa parla veramente? Racconta la storia di due immigrati irlandesi, arrivati in America in cerca di fortuna. E qui si apre un bivio: potete scegliere di continuare a credere a Babbo Natale, chiudere…

  • interviste,  musica

    Noel Gallagher odia il rock

    Quando qualche anno fa ho fatto una chiacchierata con Noel Gallagher (era il 2012, per Riders), ho scoperto una cosa che non avrei mai immaginato, vista la fama di burberi che ha sempre aleggiato sugli Oasis: lui fa davvero molto ridere. Nel senso buono del termine, intendiamoci. L’altra cosa che ho imparato è che se ti trovi in una stanza con Noel, sentirai più “fuckin'” in un paio d’ore lì, di quelli che hai sentito nel corso di tutta la tua esistenza. Oltre a essere particolarmente simpatico, c’è da aggiungere che il “ragazzo” non le manda a dire e anche stamattina, durante la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo…

  • interviste,  musica

    Cesare Cremonini e i tortelli

    Siamo sempre nell’ambito ripescaggi e questa intervista a Cesare Cremonini è uno dei primi pezzi di musica che scrivo per GQ (a rileggerla oggi, mi viene da dire che si vede…). Corre l’anno 2006 (agosto, se non ricordo male) e deve passare ancora parecchia acqua sotto i ponti prima di Poetica (il singolo uscito oggi, n.d.r.). Per farla, l’intervista, mi mandano in Emilia e mi costringono persino a mangiare crescentine e tortelli. Che s’ha da fa’ pe’ campa’… La verità è che io Cesare vorrei intervistarlo di nuovo. Per chiedergli come diavolo si chiamava la trattoria sui colli bolognesi dove mi ha portato quella volta. Non mi sono mai più…

  • amarcord,  donne cazzute,  interviste,  mamme,  musica,  oggetti smarriti,  primi amori

    Tori Amos, l’intervista (quasi) inedita

    La mattina del 12 aprile 2007, in una suite del Principe di Savoia (a Milano), mi ritrovo faccia a faccia con Tori Amos. Parte di quella chiacchierata esce poi sul numero di maggio di GQ. Il grosso però, come spesso accade, rimane in una registrazione che conservo gelosamente. Dato che ormai l’intervista è ampiamente caduta in prescrizione (e soprattutto devo togliere un po’ di polvere da questo blog), direi che è giunto il momento di riproporla in versione integrale. Prima di partire in quarta però, vediamo di inquadrare un po’ meglio quel preciso momento storico. Al cinema, qui da noi, è un periodo di gran bei film: Le vite degli…

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    musica tra il buio e il silenzio

    Scrivo che è quasi notte. Il momento che preferisco, da sempre. Quello in cui mi riesce meglio qualunque cosa (o almeno così pare a me). Adoro camminare in bilico sul filo della mezzanotte per poi allungare il passo e andare oltre. Mi piace restare sospesa tra il buio e il silenzio. Quand’ero ragazzina era la situazione ideale per studiare. Oggi è molto di più: è un varco interdimensionale, la porta per accedere al mio spazio senza tempo. Posso leggere, ascoltare, guardare e scrivere senza interruzioni, con la sensazione che i minuti che mi separano dalla mattina siano infiniti. Stasera su consiglio di uno che (di musica) ne sa, sto ascoltando…

  • cazzeggio,  donne cazzute,  musica,  playlist

    donne, motori e donne motrici

    Poco fa, ascoltando in auto un vecchio disco di Prince, l’orecchio mi è cascato su Little Red Corvette. Diciamolo, suona sempre dannatamente bene nello stereo. L’avrò cantata a squarciagola diverse volte, ma senza mai fare particolare attenzione al testo. Oggi invece riflettevo sulla prospettiva ribaltata: il latin lover, colui che seduce e abbandona ignare fanciulle in una quantità spropositata di canzoni (italiane, inglesi, francesi, ostrogote…), questa volta lascia spazio a una donna supercar, con molti cavalli a disposizione. Lei accelera a tal punto che il malcapitato TAFKAP si ritrova a supplicarla: “honey, you got to slow down”. Al di là del fatto che la maggior parte della musica di Prince,…

  • musica,  parole,  pensieri melensi

    il tuffo

    [consigli di lettura: fate partire questa e cominciate a leggere a 0:26 circa] “… feels like a little baby bird fallen from the nest …” Esistono due tipi di persone: quelle che sfidano la vita per incoscienza e quelle che lo fanno con cognizione di causa. Le prime quasi mai sperimentano la paura, ma si perdono buona parte del brivido che ogni avventura pericolosa si porta appresso. Le seconde invece prendono tempo. Pensano. Soppesano. Salgono lentamente ogni gradino. Passo dopo passo. E una volta sul trampolino olimpionico, si fermano. Restano lì immobili per diversi minuti, i piedi saldamente poggiati, noncuranti degli sguardi sorpresi dei presenti. Osservano a lungo la piscina,…