Noel Gallagher odia il rock

Noel Gallagher

Quando qualche anno fa ho fatto una chiacchierata con Noel Gallagher (era il 2012, per Riders), ho scoperto una cosa che non avrei mai immaginato, vista la fama di burberi che ha sempre aleggiato sugli Oasis: lui fa davvero molto ridere. Nel senso buono del termine, intendiamoci. L’altra cosa che ho imparato è che se ti trovi in una stanza con Noel, sentirai più “fuckin'” in un paio d’ore lì, di quelli che hai sentito nel corso di tutta la tua esistenza.

Oltre a essere particolarmente simpatico, c’è da aggiungere che il “ragazzo” non le manda a dire e anche stamattina, durante la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo album, Who Built The Moon?, ha regalato diverse perle.

Per esempio, ecco cosa pensa del rock: “Il rock ha ucciso il rock’n’roll. Oggi c’è troppa gente coi capelli colorati e piena di tatuaggi che urla. Questo cosa c’entra col rock? Che cazzo urlate a fare? Datevi una cazzo di calmata! Shhhhhhh!”. Ovviamente non si è trattenuto dal fare nomi e cognomi: Dave Grohl, Green Day e Queens Of The Stone Age in prima linea. “Per me urlano troppo.”

Noel Gallagher - press conference

Quando si tratta di musica insomma, Noel ha le idee chiare: sì a Kasabian, ma anche a U2 e Primal Scream. Poi naturalmente ci sono gli amici del cuore, Paul Weller (è anche suo vicino di casa) e Johnny Marr, che hanno partecipato all’album. E consiglia di ascoltare i Jungle: “il loro è uno dei dischi migliori degli ultimi anni”.

Alle liti di famiglia ormai siamo abituati: “L’altro tizio (Liam Gallagher, n.d.r.) sembra davvero arrabbiato. Non ho ancora capito per quale motivo. Se lo scoprite prima di me, per favore fatemelo sapere. Credo abbia bisogno di una terapia psichiatrica.”
Questa volta però non si è salvata nemmeno la regina Elisabetta e a chi gli ha chiesto un commento sui Paradise Papers, ha risposto ironico: “Ah, la regina non paga le tasse? Cazzo, questa sì che è una sorpresa!”.

Who Built The Moon? è il frutto della collaborazione col produttore e compositore di Belfast David Holmes. “All’inizio David mi tirava scemo: ogni volta che i pezzi che gli facevo ascoltare si avvicinavano in qualche modo allo stile Oasis o alle prime cose degli High Flying Birds, me li cassava e mi faceva rifare tutto. In realtà poi ho capito che è stata una gran fortuna lavorare insieme a lui. Il risultato è un sound diverso da tutto quello che ho fatto in passato, è cosmic pop.”
E già dal singolo Holy Mountain, con l’intro che potrebbe essere un mash-up di Let’s Stick Together (Bryan Ferry) e Who Said (Planet Funk), questa diversità effettivamente si sente.

Battute a parte, il più “vecchio” dei Gallagher diventa serissimo quando si parla di musica: “Deve combattere le brutture del mondo. Oggi tutti non fanno altro che gridare le notizie del giorno. Che noia! Io invece faccio musica per dare speranza e in questo mi ritengo un rivoluzionario.”
Una positività che traspare anche dai testi di Who Built The Moon?: “It’s a beautiful dream. It’s a beautiful night. It’s a beautiful world when we dance in the light. All that is real and all that is mine is right.”