20 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – Day After Tomorrow (Tom Waits)

dmbarnham

viva viva il Calendario dell’Avvento Rock! che non fa ingrassare, né spendere quattrini in cianfrusaglie inutili. avvènto s. m. [dal lat. adventus -us, der. di advenire «arrivare»]. una canzone al giorno. il tema, per restare in tema, è “l’attesa”. trattasi di attese, il più delle volte, poco ortodosse. buon ascolto.

“La tua lettera mi è arrivata oggi
Mi manchi tanto da che sono qui
Non vedo l’ora di vederti
E conto i giorni, cara
Credo ancora che ci sia la pentola dell’oro
Alla fine del mondo e
Tornerò a casa in Illinois
Dopodomani.”

In Day After Tomorrow, Tom Waits racconta l’attesa di un soldato e il suo desiderio di tornare a casa e ritrovare le piccole cose. La canzone, che scrive con la moglie Kathleen Brennan, è tra i pochi pezzi inequivocabilmente politici che Waits ha registrato. Il testo è la lettera di un soldato alla sua famiglia. In qualche modo è una lettera universale, quella che qualunque soldato manderebbe dal fronte. Waits però ha più volte dichiarato che pensava soprattutto a George Bush e alla guerra in Iraq, che si stava svolgendo proprio nell’anno in cui Day After Tomorrow è venuta alla luce.

«Ho letto un articolo su un soldato che è morto ed era di Rockford. Molti di questi soldati provengono dal Sud e dal Midwest», ha spiegato, «Quando tornano a casa in licenza – se si chiede loro perché non rimangono a casa, ora che sono al sicuro – dicono: “Perché ho degli amici laggiù, hanno bisogno di me. Non vado là per il governo”. Alla fine sei solo tu, il tuo fucile e i tuoi amici. Sono soltanto ghiaia sulla strada. Pensate che un senatore che dorme in un bel letto caldo guardi a un soldato come a qualcosa di più di un bossolo vuoto? Niente di più. Ecco perché servono più munizioni e le munizioni sono questi ragazzini. Siamo immersi nel fango fino al collo e il grande capo ci sta dicendo di andare avanti e di offrire i nostri figli».

take me home (Waits per i senzatetto)

tom waits“… Can I get up off the mat
Like a wrestler that has
Been beaten, beaten
Can I get up and come
Roaring back?

I guess some of us just
Get the old maid…

Home is a place
To get a letter

If they can find you

I have heard
Because you can’t
Send a letter
To a bird…

I am homeless
But I am moving
Maybe I’ll take the hound down
Maybe I’ll take the hound
Where the grass is green
And the barn is red

Where the wind makes
the trees look like hula girls…”

Si chiama Seeds On Hard Ground il libro che Tom Waits pubblicherà il 22 febbraio in edizione limitata con lo scopo di raccogliere fondi per i senzatetto.

Si potrà acquistare esclusivamente online (su TomWaits.com o su Anti.com) e il ricavato sarà interamente devoluto alla Redwood Empire Food Bank, al Sonoma County Homeless e al Family Support Center.

E a leggerlo sembra quasi di sentire una delle sue struggenti ballate.

15 album (che ti hanno influenzato)

[una di quelle note che girano su Facebook e a cui, data la mia musicofilia, ho deciso di dedicare un post]

Quindici dischi che ti hanno influenzato e ti saranno sempre cari. Elenca i primi quindici in non più di quindici minuti.

1. Aqualung – Jethro Tull
2. Under the Pink – Tori Amos
3. Greatest Hits – Bob Dylan
4.  New York – Lou Reed
5. 24 Nights – Eric Clapton
6. Blue – Joni Mitchell
7. Tunnel of Love – Bruce Springsteen
8. Live MCMXCIII – The Velvet Underground
9. 1962 – 1966 – The Beatles
10. Closing Time – Tom Waits
11. Hounds of Love – Kate Bush
12. The Best of – Rod Stewart
13. Moondance – Van Morrison
14. Mondi lontanissimi – Franco Battiato
15. Daylight Again – Crosby, Stills & Nash

La lista potrebbe continuare all’infinito, ma questi sono sicuramente tra i primi ascolti che mi hanno in qualche modo segnato. Per mille motivi. Colonne sonore di viaggi con mamma e papà, musicassette consumate assieme a cottarelle estive, testi che hanno riempito i miei diari e accompagnato la mia adolescenza. Alcuni dei miei piccoli tatuaggi musicali.