music stories
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4 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – Blue Jay Way (Beatles)
"Per favore, non fare tardi. Per favore, non fare troppo tardi. Per favore, non fare tardi. O potresti trovarmi addormentato."
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3 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – Car On A Hill (Joni Mitchell)
“Sono rimasta sveglia in attesa del mio tesoro Ascoltando le sirene e la radio Avrebbe dovuto essere qui più di tre ore fa Aspettavo di veder sbucare l’auto sulla collina.”
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2 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – Waiting For The Miracle (Leonard Cohen)
viva viva il Calendario dell’Avvento Rock! che non fa ingrassare, né spendere quattrini in cianfrusaglie inutili. avvènto s. m. [dal lat. adventus -us, der. di advenire «arrivare»]. una canzone al giorno. il tema, per restare in tema, è “l’attesa”. trattasi di attese, il più delle volte, poco ortodosse. buon ascolto. “Facciamo qualcosa di folle, qualcosa di assolutamente sbagliato,mentre aspettiamo il miracolo,il miracolo che verrà.” In Waiting For The Miracle, Leonard Cohen “l’attesa” la mette in discussione. soprattutto se si tratta soltanto di una scusa per rimanere immobili. «Ho cominciato a scrivere quella canzone all’inizio degli anni ottanta, forse fine anni settanta», ha spiegato Leonard Cohen, «Ho versioni di Waiting For…
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1 dicembre – Calendario dell’Avvento Rock – I’m Waiting For The Man (The Velvet Underground)
"Sto aspettando il mio uomo, 26 dollari nella mia mano. Lui non è mai in anticipo, è sempre in ritardo. La prima cosa che impari è che devi sempre aspettare."
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Roxette: quello che la scomparsa di Marie Fredriksson mi ha ricordato
Mentre scrivo, riascoltando Per Gessle e Marie Fredriksson, aka i Roxette. sto facendo un’immersione nel mare magnum dei miei quattordici anni. L’occasione non è delle più felici: è di qualche ora fa la notizia della scomparsa di Marie. Aveva 61 anni e il fatto che avesse 61 anni (di già?!?!), mi ha scioccato quasi quanto la sua morte. I loro cd, così come le loro facce, per la sottoscritta, sono rimasti cristallizzati in un non ben precisato luogo americansvedesmilanés e in un tempo che va dalla fine degli anni ’80 alla metà dei ’90. Da Have a Nice Day in poi, ammetto di averli un po’ persi di vista. Facendo…
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“Un giorno di pioggia a New York”, Woody Allen e il piano jazz di Erroll Garner
“There’s no Michelangelo coming from Pittsburgh”, cantava Lou Reed. Eppure questo straordinario virtuoso del pianoforte arrivava proprio da lì, dalla bistrattata città che ha dato i natali anche a Andy Warhol. Completamente autodidatta, Erroll Garner era così dotato che iniziò a suonare il pianoforte a 3 anni e a 7 si era già esibito alla radio. Fu la prima persona di origini africane a salire sul palco della Carnegie Hall a New York. Nato a Pittsburg (Pennsylvania), come dicevamo, da Ernst e Estella Garner, il 15 giugno del 1921, non è mai stato in grado di leggere la musica. Solitamente, per insegnargli le canzoni, venivano ingaggiati altri pianisti. Eppure riusciva…
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Eva Cassidy: che ne sai tu di un campo di grano?
«Avevo un locale ad Alexandria (in Virginia, n.d.r.), che era la zona in cui Eva Cassidy viveva», ha raccontato Mick Fleetwood (Fleetwood Mac), «La prima cosa che ho fatto, quando sono arrivato lì, per farmi un’idea della sensibilità della città, è stato organizzare degli incontri con i musicisti locali ed è così che l’ho conosciuta. Da sempre è la passione a muovermi, non sono uno che ha dei preconcetti tecnici. Mi ha commosso? È qualcosa di dolce e di drammatico? La voce di Eva era uno strumento magico, ma soprattutto lei era la componente ideale di una band. Era una persona cristallina, candida come la neve e nello stesso tempo…
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Fairytale of New York: la (non) canzone di Natale compie 30 anni
Non parla di neve, di slitte o di sorprese sotto l’albero, ha ben poco di sentimentale, eppure, da quando è uscita, è una delle canzoni in assoluto più associate al Natale. Fairytale of New York è venuta alla luce il 23 novembre di un ormai lontano 1987, ma ogni dicembre che Dio manda in terra, l’ormai trentenne “canzoncina”, scala diligentemente le classifiche per fare di nuovo capolino nelle nostre vite e venire a strapparci il cuore. Di cosa parla veramente? Racconta la storia di due immigrati irlandesi, arrivati in America in cerca di fortuna. E qui si apre un bivio: potete scegliere di continuare a credere a Babbo Natale, chiudere…