• cinema,  music stories,  musica

    “Un giorno di pioggia a New York”, Woody Allen e il piano jazz di Erroll Garner

    “There’s no Michelangelo coming from Pittsburgh”, cantava Lou Reed. Eppure questo straordinario virtuoso del pianoforte arrivava proprio da lì, dalla bistrattata città che ha dato i natali anche a Andy Warhol. Completamente autodidatta, Erroll Garner era così dotato che iniziò a suonare il pianoforte a 3 anni e a 7 si era già esibito alla radio. Fu la prima persona di origini africane a salire sul palco della Carnegie Hall a New York. Nato a Pittsburg (Pennsylvania), come dicevamo, da Ernst e Estella Garner, il 15 giugno del 1921, non è mai stato in grado di leggere la musica. Solitamente, per insegnargli le canzoni, venivano ingaggiati altri pianisti. Eppure riusciva…

  • cinema

    il Washington Post inchioda “il mostro” Woody Allen. #scoop

    Tocca svegliarsi il giorno della Befana e invece del cioccolato mangiare carbone amaro leggendo uno degli articoli più tendenziosi di sempre: quello del Washington Post su Woody Allen. Naturalmente lo hanno ripreso tutti i principali quotidiani nostrani, ma nessun giornalista si è preso la briga di darne un’analisi un minimo critica. Quanto a me, di solito non amo fare pubblicità a certa robaccia, ma siccome si sta scatenando il putiferio (“finalmente smascherato il porco!” è il tenore dei commenti su twitter), ritengo che l’articolo vada letto – in originale e per intero – per capire con quanta minuzia questo signor Richard Morgan, autore del pezzo, si sia impegnato a orchestrare…

  • cinema,  disillusioni,  musica

    Disillusioni e certezze musicali

    L’Amica (coetanea) si lascia alle spalle un “simpatico” 28enne, dopo aver pronunciato le ultime parole famose: “Non mi fregano più sti ragazzetti. Giuro!”. Salvo poi cascare come una pera cotta davanti alle avanches del 25enne spuntato fuori dal corso di ballo. Il coinquilino si affaccia alla soglia della mia camera da letto solo per dirmi che non gli è piaciuto per niente l’ultimo pezzo di Lou Reed e che poi nemmeno Berlin, l’album, lo ha mai convinto davvero. La collega si lascia e si riprende col moroso ai ritmi intermittenti delle luci stroboscopiche. Roba che non riesco più a starle dietro. Manca solo la palla anni 80 e poi mi…