Beatles per non udenti

Come quasi sempre mi succede, la volta che decido di andare a vedere un film già ampiamente osannato dalla critica, poi esco dalla sala con la frustrazione di chi si è appena svegliato da un bel sogno e si rende conto che, per l’appunto, solo di sogno trattavasi. Mi è capitato di nuovo sabato con Across The Universe di Julie Taymor.

Posso essere d’accordo con chi ha parlato di genialità visionaria nel trasformare 33 canzoni dei Beatles in immagini, ma non trovo altrettanto appropriati aggettivi come "trascinante" o "commovente".

Across The Universe è una pellicola che riempie gli occhi, grazie anche all’aiuto delle belle coreografie di Daniel Ezralow, ma le orecchie no.

Le mie sono rimaste deluse, a tratti infastidite da arrangiamenti che, nella maggior parte dei casi, risultano datati, al contrario di quelli originali (fatta eccezione per un paio di pezzi, che, guarda caso, portano le firme di Bono Vox e Joe Cocker).

La sensazione è quella di trovarsi di fronte a una pellicola senz’anima. Una storia semplice, senza pretese, che poggia sulla recitazione di attori altrettanto "innocui".

Voci senza scorza che andrebbero bene per Grease, forse, ma con i Beatles, si sa, si tocca un terreno pericoloso…

P.S. Poi magari, una volta tanto, per parlare d’amore, si potrebbe anche citare una canzone dei Beatles un po’ meno inflazionata di All You Need Is Love (che poi qui in Italia è ormai tristemente legata alla Tv). Che so… questa magari: "… with our love – we could save the world – if they only knew…"

3 pensieri su “Beatles per non udenti

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