#Sanremo2018: la mia triade

Lascerò da parte noiose premesse sul perché ieri sera alla fine io abbia acceso la tv, sintonizzandomi proprio su Rai1 e farò parlare Tenco al mio posto: ho guardato Sanremo perché non avevo niente da fare. (pur di non incappare in A dangerous method su Rai5 poi avrei guardato anche la Santa Messa).

1. Imparare ad amarsi (Ornella Vanoni, Bungaro, Pacifico)
L’esibizione: impeccabile, per quanto mi riguarda. Il pezzo è perfetto per le corde della Vanoni (“❤️” al suo inconfondibile vibrato cosmico) e lei non sbaglia una virgola.
L’errore: far cantare (anche) Bungaro. Nonostante la lampada, la sua interpretazione risulta più pallida dell’abito di Ornella.
La frase: “Conservo l’infanzia, la pratico ancora.”
La social-cattiveria: su twitter è pioggia di commenti di questo genere. Io, come direbbe Ron, a voi che fate i ggggiovani, vorrei incontrarvi tra cent’anni.

2. Almeno pensami (Ron)
L’esibizione: qui siamo di fronte a Dalla che fa Rosalino, che a sua volta fa un po’ Concato. Ma cosa vuoi dirgli? Il pezzo c’è e la buonanima pure.
L’errore: aver portato sul palco Lucio più che la canzone di Lucio. Ma chi sono io per contestare il giudizio dei giudizi, che, a proposito di questo pezzo, sentenzia con sicumera “Un connubio spaziale. Da piangere rannicchiati sul divano, sperando non finisca”. (mi cospargo il capo di cenere e vado subito a rannicchiarmi)
La frase: “Ma come si fa a tenere un cuore, se ho le mani sempre sporche di carbone?”
La social-cattiveria: è anche il commento più twittato (ne ho contati almeno una decina). Ma che volete farci, lì tocca fare i “simpatici” a tutti i costi.

3. Lettera dal Duca (Decibel)
L’esibizione: io dico Neo, Morpheus e Cypher (che Bowie l’avete già citato tutti). Una performance composta (“sbracciamento” di Fortu Sacka a parte), aristocratica, ma decisamente rock. Il trionfo della musica dal vivo.
L’errore: “Ognuno in cuor suo pensa di essere andato a Sanremo con una canzone non sanremese”, ha dichiarato Ruggeri meno di dieci giorni fa. Pensava giusto, mi sa, e ora ne paga le conseguenze (fascia rossa).
La frase: “I see the towns, I see the mountains. Here in my heart, fuori dal tempo”.
La social-cattiveria: strano ma vero, ho dovuto spulciare tutto il socialino per trovarne una, ma finalmente ce l’ho fatta. (trattasi di un giornalista. a cui è piaciuta “SOLO #Nina Zilli”)

limonata per tutti

Spremuta come un  limone dalle ultime vicende personal-lavorative (trasloco e lancio di un nuovo prodotto), con mio grande rammarico, fatico ad aggiornare il mio adorato blog. Fortunatamente però, grazie al nuovo tema wp, posso almeno sfogarmi con qualche twittata serale tipo questa. E cambiare le “parole parole parole“. Son soddisfazioni, eh… 😀