Music tattoos

Joni Mitchell cantava "songs are like tattoos", ma questa è un’altra storia…

La collega è arrivata in ufficio sfoggiando il suo tatuaggio nuovo di zecca. Mica roba da poco. Niente a che vedere con quelle cose tipo: rosellina sul seno, farfallina sulla chiappa o tribale all’ultimo grido. Il suo tattoo è una frase, che le prende tutto il fianco destro, fino all’osso del bacino. Due righe, prese da Bachelorette di Bjork, che la dicono chiara: "I’m a fountain of blood in the shape of a girl".

Sono una fifona. Per decidere di fare il buco al naso, c’ho messo quasi un anno. E, nonostante abbia passato periodi di fisse per i tatuaggi, alla fine non ho mai avuto il coraggio di mettere in pratica la cosa. Un po’ anche perché ho cambiato mille volte idea su quale disegno valesse la pena di farmi imprimere indelebilmente sulla pelle. Alla scritta però non avevo mai pensato.

Se penso a una frase di canzone, che potrebbe avere un senso per me, da qui a 40 anni, mi vengono in mente queste:

"… she’s trying to sing just enough
so that the air around her moves…"
(Ani DiFranco)

"… I don’t care if they eat me alive
I’ve got better things to do than survive…"
(Ani DiFranco)

"… feel the word
feel the word
feel it!…"
(Tori Amos)

"… dreams, Amelia
dreams and false alarms…"
(Joni Mitchell)

Ecco – diamine! – sono già troppe e ne ho altre 100 in mente…
Per fortuna sono una fifona, altrimenti sarei già coperta di tatuaggi dalla testa ai piedi.

9 pensieri su “Music tattoos

  1. Dopo avere pensato per diverso tempo di farmi tatuare una frase, ho capito che mentre un disegno, un grafo, o anche una parola li puoi rigirare come vuoi, una frase no.
    Le parole sono importanti ๐Ÿ˜‰ Soggetto verbo complemento hanno una loro sequenza logica che – certo puoi raccontarti in modo diverso – ma che ti identifica per sempre.
    Ma è anche vero che non esistono regole sui tatuaggi e che ciò che piace a uno può, anzi è probabile, non piace a un altro.
    Ma se tutto questo non fosse vero, mi farei tatuare il mio… nick: "In direzione ostinata e contraria" (da Smisurata preghiera di De André) o sempre di Fabrizio "Per la stessa ragione del viaggio viaggiare" (da Khorakhanè). Oppure "Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai" (di De Gregori).

    E comunque tempo due mesi e qui si si tatua il quarto! ๐Ÿ˜‰

  2. Io alla fine di frasi ne ho due, oltre a questa anche i kanji sulla schiena che letteralmente dicono « blossoms fall and leaves scatter », frase filosofica che rappresenta « the impermanence of worldly things ». Ed è vero che un verso o una frase qualsiasi non possa rispecchiare a pieno una persona per tutta la vita – sarebbe avvilente, restare così uguali a se stessi. Per questo ho scelto due cose che non cambieranno mai perché non riguardano me direttamente ma la filosofia stessa dell’essere umano, cosa che non smetterò mai di essere ๐Ÿ˜‰

  3. mi viene in mente quella fan scatenata dei puscifer, gruppo industrial sperimentale americano, che si è fatta tatuare sull’inguine il titolo del loro ultimo album: "V is for vagina".

  4. E’ vero il tatuaggio è molto bello.Però un pò per fare il guastafeste e un pò per invidia (aaah se mi leggesse il Peccatore!!!) vi riporto un articolo interessante su uno studio svolto dalla Society of NeuroScience. "Fra le ricerche presentate ce n’è una che potrebbe interessare il grande pubblico: i tatuaggi ridurrebbero, anche se di poco, la sensibilità dermica.Condotto da Todd Allen dell’Università del Northern Colorado,  lo studio si è avvalso di un estesiometro, strumento di misura della sensibilità tattile…..E’ molto simile a un compasso: le due asticelle possono essere divaricate progressivamente….ed è possibile calcolare a quale ampiezza di divaricazione il soggetto comincia a percepire distintamente due punti di pressione. Lo studio ha dimostrato che…l’ampiezza necessaria perché il soggetto percepisca due punti di pressione distinti è di 32 millimetri, mentre ne sono sufficienti solo 28 se la pelle è libera da tatuaggi.
    Le cause potrebbero essere diverse: la stimolazione dei nervi durante il tatuaggio potrebbe averli “abituati” alla sensazione dolorosa e quindi resi meno reattivi all’applicazione di un nuovo stimolo,  l’inchiostro presente nel tatuaggio potrebbe costituire una sorta di “pellicola” che interferisce con la sensibilità tattile, oppure il tatuaggio ha distrutto qualche recettore della pelle, ipotesi possibile, ma poco probabile vista l’alta rigenerazione spontanea dei recettori dermici."

  5. baby amazon, i piedi non si toccano, per il resto se uno parte con i versi delle canzoni, si copre dalla testa ai piedi e il più bello resta fuori…ostinata o contraria sei destinata a restare..scontenta.

    yes it’s you, I’m talking to…

    the specials gruppo ska del 77, sounds good, dipy was one year old.che c’entra? ma io…DIVAGO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarร  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *