Tranquilize (sono un caso clinico)

Ora, ditemi voi, è mai possibile che io abbia ascoltato questo pezzo già per la quarta volta, stasera?

No, non sono una fan dei Killers e non mi si è nemmeno "incantato il disco". E’ solo che a 3:13 min. circa di questa normalissima Tranquilize, Lou Reed entra con quel suo cantato-parlato, baritonal-malinconico e dice:

"… stay
cause I don’t care where you’ve been
and I don’t care what you’ve seen
We’re the ones who still believe…"

E a me, gh’è nien’de’fa’, si smuovono tutte le farfalle dentro.
Non scherzo. Roba da occhi lucidi.
Resto, resto! Dove vuoi che vada, Lou?!? Resto ad ascoltarti, incollata alle casse. Non vado proprio da nessuna parte.

Che poi l’argomento del testo è tutt’altro che "romantico"… ma va beh…
Che ci volete fare… Lui è Lou. E io sono un caso clinico.

"… and we’re looking for a page
in that lifeless book of hope
where a dream might help you cope
with the Bushes and the bombs
A-re, Tranquilized…"

4 pensieri su “Tranquilize (sono un caso clinico)

  1. tempo fa avevo letto di questa collaborazione fra i killers e lou reed, e un brivido freddo mi aveva attraversato la schiena. è bello sapere che il proprio sesto senso funziona ancora bene.

  2. certo che la concorrenza di Lou è dura da affrontare..e per Dipy Almerina sono meglio le poesie dei peccati, ai quali c’è già chi provvede,

    tranquilize,sir franz….keep quiet

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