Bambino io, bambino tu

Se non ricordo male, tutto è cominciato proprio dalla canzone qui sotto. L’album era Blue’s, targato 1987. Io avevo 11 anni e nella macchina del babbo il nastro girava quasi in loop. Mi ero innamorata di questa ninnananna reggae-pop. "… da dove era venuto non lo so. Era normale che lui fosse lì…". Era semplice, ma incisiva. "… aveva un occhio nero e un occhio blu. Bambino mio, bambino oh …".

Sono passati un po’ di anni, ma Zucchero non mi ha ancora deluso. Nonostante io sia piuttosto esterofila quando si tratta di musica, lui è uno dei pochi italiani che riesce a rendermi patriottica. Unisce la cura estrema degli arrangiamenti, la sensualità di testi fatti di carne e sottofondi di rara malinconica poesia.

Lunedì scorso sono stata alla conferenza stampa di presentazione del suo nuovo tour mondiale, che toccherà anche San Siro. Mi hanno poi concesso una mezz’oretta di faccia a faccia con lui e, che vi devo dire, Zucchero è rimasto quello di questa dolce canzone. Lo stesso che, due minuti prima, inveisce contro politici e musica preconfezionata e, due minuti dopo, guardandoti fisso negli occhi, ti spiega che la musica Vera sta altrove ed è fatta di gente che la respira, soffre e si "spacca il culo".

Com’è bello ogni tanto poter guardare la musica con gli occhi di un eterno bambino.

6 pensieri su “Bambino io, bambino tu

  1. La sua musica mi ha sempre trasmesso molta emozione. Negli  ultimi anni lui come persona mi ha un po’ deluso, non mi piace quando fa il santone e gli  ultimi concerti che ho visto non mi sono piaciuti.

    Quindi lo ascolto senza osservarlo e mi lascio ondeggiare dal suo ritmo. Che è veramente forte.

  2. Io l ho trovato sempre imbarazzante.

    Da quando scriveva per stefano sani alla fase soul man.

    E’ l idolo delle 50enni e va bene cosi’.

     

  3. Valentina, penso di essere stata almeno a 5 suoi concerti. Ora ci rinuncio, troppo "so solo io". Però la sua musica mi piace molto, mi carica.

    Cielo, ho 4X anni, ancora mi si tiene tutto su ;-p

  4. @lamayo Forse mi è sempre piaciuto perché in realtà ha un sound molto poco italiano. Anche perché è uno dei fortunati che possono permettersi di lavorare con dei pezzi grossi. C’è da dire che però sa anche scegliere bene.

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