Quattro chiacchiere fiorentine con Patti Smith

Premesso che con Patti Smith ci farei pure un’ora di coda alla cassa del supermercato, se poi mi dite anche che invece che al super, posso incontrarla a Firenze e farci una chiacchierata itinerante tra Palazzo Vecchio e Santo Spirito, allora son già lì.

I was in Florence. È questo il nome dell’evento in questione. Patti Smith a Firenze c’è stata sicuramente più volte, ma il 10 settembre del ’79 ad ascoltarla c’erano 50.000 ragazzi e lei si sarebbe ritirata a vita privata proprio il mese successivo. “Quello – ha detto – è stato il concerto più importante della mia carriera, quasi la mia Woodstock”.

30 anni dopo, la sacerdotessa del rock torna sul luogo del delitto con la voglia di cantare, recitare e camminare con la gente per le strade di Firenze “come un menestrello dei tempi antichi”.

Sicché, il 9 e il 10 settembre prossimo non cercatemi: nutrie permettendo, io sarò a ballare a piedi scalzi in riva all’Arno.

Patti Smith – Wave (via Sam1957)
pass: sam1957

on air! – numero zero (31/03/09)

Stasera, amici e parenti, dalle 20 in poi, stacco il telefono. Tra poco farò il mio debutto, più o meno ufficiale, con la mia trasmissioncina su RadioNation. Non potevo che sbucar fuori alla vigilia del 1° aprile, data di scherzi, nonché giorno del mio compleanno. Un pesce d’aprile anticipato insomma.

La musica sarà buona, lo prometto. Sui miei voli pindarici invece non garantisco.

Buon ascolto!

P.S. (delle 23.54) La puntata potete riascoltarla qui.

Piove e mi chiudono il Rolling

Stamattina ero più contenta. Quando mi sono svegliata, Milano era ancora una volta coperta di bianco. Cascata di fiocchi annessa. Qualche ora dopo invece la neve è diventata acqua, ha cominciato a piovere e ora è di nuovo paciugo. Come se non bastasse, guardo la posta e c’è un messaggio di Liv. Oggetto della mail: “Chiude il Rolling Stone!!! 🙁 ” Eh sì… stamattina ero decisamente più contenta.

Quel locale ha 28 anni, diamine! Praticamente siamo cresciuti assieme. Quand’ero “pischella”, concerti a parte, ci ho passato parecchie serate. Già, perché tutto si può dire sulla mia adolescenza, ma “zarra ‘unz ‘unz” io non lo sono mai stata. Niente musica tamarra: techno, house e compagnia bella (non me ne vogliano i patiti del genere). Io da ragazzetta ballavo il rock!

E allora il sabato con le amiche ogni tanto si andava anche al Rolling Stone. Si trascinavano a fatica sulla pista quei pesi morti dei maschietti del gruppo e via alle danze, rigorosamente a ritmo di Smashing, Nirvana, Rage e Offspring.