Sangue, whisky e nicotina

Marianne Faithfull mi piace. Perché ha il coraggio di essere. L’ha sempre avuto, anche quando per tutti era solo la donna di Mick (Jagger). E’ passata attraverso il fuoco e quel fuoco, oggi, le ha reso più luminoso lo sguardo. Mi piace il suo timbro di voce, che sa di sangue, whisky e nicotina, con cui continua a cantare di tutto: dal rock al jazz, dal blues a Brecht, dal pop a Weill. Marianne non è un viaggio facile, né un piacevole sottofondo. Alcune volte è un pugno ben assestato nello stomaco, altre è sale grosso in zollette. Niente in lei è leggero, di quella leggerezza che urta i nervi.

Ascolto il nuovo disco, Easy Come Easy Go, mentre leggo una sua intervista per Repubblica. Cover, inediti e prestigiose collaborazioni: Keith Richards (Sing Me Back Home), Cat Power (Hold On, Hold On), Antony (Oo Baby Baby), Jarvis Cocker (Somewhere), Rufus Wainwright (Children of Stone). Sean Lennon e Teddy Thompson suonano la chitarra in un paio di brani. Poi, per chiudere in bellezza, Warren Ellis fa infiammare il suo violino in tre canzoni, mentre Nick Cave mette la voce in The Crane Wife.

Dopo il primo giro, nelle mie vene circola in loop la cover di Hold On, Hold On. Pura scarica di adrenalina.

“… the most tender place in my heart is for strangers
I know it’s unkind, but my own blood is much too dangerous
Hanging around the ceiling half the time…
In the end I was the mean girl
or somebody’s in-between girl…”

E nella testa resta una recente dichiarazione (sacrosanta!) di Marianne:
“Con l’ugola puoi anche fare i fuochi d’artificio come Barbra Streisand, ma a che serve se non riesci a comunicare delle emozioni?”.

www.easycomeeasygothealbum.com

2 pensieri su “Sangue, whisky e nicotina

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