(a dreaded sunny day) so let’s go where we’re happy

sunsetIn viaggio verso casa con i Cure nello stereo, dopo l’ultimo saluto tra le lacrime e i sorrisi, sento ancora addosso il calore di Casa. L’ho sentito tra le folate di vento e tra i marmi gelidi e sono certa abbia raggiunto anche te, che con noi hai diviso per tanti anni la stessa porzione di sabbia e lo stesso orizzonte di mare.

Ancora un brindisi, Mitty.
A quell’estate (dei miei 17 anni) in cui ho comprato Briciole per cercare una chiave d’accesso ai tuoi pensieri. A tutte le volte in cui avrei voluto farti sorridere e non ci sono riuscita. A quelle in cui sono stata superficiale perché non ti ho capito. Ai concerti di Patty Pravo. Alle chiacchiere in riva al mare. Ai Cure e agli Smiths a tutto volume nel walkman. Alle mangiate all’Uliveto. All’ultimo messaggio, di qualche giorno fa, in cui, con la dolcezza di una bambina stanca di convivere con un’influenza che non guarisce mai, mi hai scritto: “Ti voglio bene!!!!!”.

Brindo alla ragazza dalla chioma lucente, tormentata e bellissima, a cui da bambina, timida e impacciata, avrei tanto voluto somigliare. E al tramonto di stasera, velato e intenso, che ti somiglia tanto.

A dreaded sunny day
so let’s go where we’re happy…

ON AIR: Cemetry Gates (The Smiths)

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