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da cannibale a compositore
Anthony Hopkins già rientrava nella lista dei miei attori (e diciamo pure anche uomini) preferiti. Con questa mossa poi si è appena guadagnato altri cento punti. Che avesse una predilezione per la classica, si era capito quando faceva il cannibale. Che addirittura potesse sfoderare doti da compositore, a 75 anni inoltrati, invece è una piacevole sorpresa. Morale (anticrisi) della favola: non è mai troppo tardi per cambiare mestiere. O anche, per dirla alla Monti: il posto fisso è monotono. ON AIR: Goldberg Variations 23 (Freddy Kempf)
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where you invest your love, you invest your life
Capita raramente di ascoltare dischi nuovi scritti di cuore e di pancia. Quando cerco carne e poesia, di solito mi rifugio in certezze musicali targate ’60s o ’70s. Ormai so perfettamente dove trovare quelle note sincere e potenti, che non scendono a compromessi. Ecco perché, quando qualcosa, oggi, riesce a farmi vibrare di nuovo in quel modo, lo vivo come un piccolo miracolo, una di quelle scoperte da condividere col mondo intero. Stamattina, mentre guidavo verso la redazione, Sigh No More dei Mumford & Sons mi riempiva la macchina di energia e scintille. Avevo i brividi. Roba da pelle d’oca, davvero. E i brividi ce li ho anche stasera, mentre…