la neve (odi et amo)

[dedicato a tutti quelli che… “la neve è bella, ma in montagna”]

La neve divide. C’è chi la ama e chi la odia ferocemente, ma quasi mai lascia indifferenti. Io faccio parte della prima categoria. Per esempio, non ho mai sognato di vivere in un posto che vanta una media di 30 gradi all’anno.

Non solo, a sciare sono una bestia, quindi la montagna alla lunga mi dà noia. Sono quel genere di persona che, ogni volta che nevica, rischia di esser presa a sberle dai più. Il manto bianco io lo voglio in città o al limite al mare. Nei posti in cui non te l’aspetti insomma. Nei luoghi in cui arriva come una sorpresa (nonostante le previsioni meteo).

E lo so che in città complica parecchio le cose (prima di riuscire a partire in auto, stamattina ho passato mezz’ora a grattar via il ghiaccio dal parabrezza), appena fuori poi le rende impossibili. Per non parlare di tutti quei casi in cui fa danni molto più consistenti. Ma con la neve è un po’ come con l’amore o con il Natale: quando si è grandi si vedono soprattutto le magagne, chi fa fatica a crescere invece, quando li guarda, fa partire pure la colonna sonora.

“… I see something of myself in everyone
just at this moment of the world
as snow gathers like bolts of lace
waltzing on a ballroom girl…”

ON AIR: Hejira (Joni Mitchell)

Piove e mi chiudono il Rolling

Stamattina ero più contenta. Quando mi sono svegliata, Milano era ancora una volta coperta di bianco. Cascata di fiocchi annessa. Qualche ora dopo invece la neve è diventata acqua, ha cominciato a piovere e ora è di nuovo paciugo. Come se non bastasse, guardo la posta e c’è un messaggio di Liv. Oggetto della mail: “Chiude il Rolling Stone!!! 🙁 ” Eh sì… stamattina ero decisamente più contenta.

Quel locale ha 28 anni, diamine! Praticamente siamo cresciuti assieme. Quand’ero “pischella”, concerti a parte, ci ho passato parecchie serate. Già, perché tutto si può dire sulla mia adolescenza, ma “zarra ‘unz ‘unz” io non lo sono mai stata. Niente musica tamarra: techno, house e compagnia bella (non me ne vogliano i patiti del genere). Io da ragazzetta ballavo il rock!

E allora il sabato con le amiche ogni tanto si andava anche al Rolling Stone. Si trascinavano a fatica sulla pista quei pesi morti dei maschietti del gruppo e via alle danze, rigorosamente a ritmo di Smashing, Nirvana, Rage e Offspring.

zucchero di canna e sfizi quotidiani

Milano è un paciugo. Dopo la copiosa nevicata degli ultimi giorni, ora piove da diverse ore. Per le strade s’incontrano acrobati e funamboli tutti intenti a non trovarsi col culo per terra, disgustosamente immerso in quella poltiglia grigiastra che copre strade e marciapiedi.

Stare in piedi oggi è davvero dura. Ma ce l’ho fatta: ho camminato spedita per qualche chilometro, iPod al seguito. Gli stivali sono impregnati d’acqua, le calze pure, ma io e Bob abbiamo raggiunto la meta e ci siamo portati a casa pure il nostro piccolo sfizio quotidiano.