cazzeggio

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    on air! – numero zero (31/03/09)

    Stasera, amici e parenti, dalle 20 in poi, stacco il telefono. Tra poco farò il mio debutto, più o meno ufficiale, con la mia trasmissioncina su RadioNation. Non potevo che sbucar fuori alla vigilia del 1° aprile, data di scherzi, nonché giorno del mio compleanno. Un pesce d’aprile anticipato insomma. La musica sarà buona, lo prometto. Sui miei voli pindarici invece non garantisco. Buon ascolto! P.S. (delle 23.54) La puntata potete riascoltarla qui.

  • amarcord,  cazzeggio,  musica,  oggetti del desiderio,  pensieri melensi,  primi amori,  scintille

    oggi val bene una danza

    Ci sono giornate che valgono bene una danza. Quelle in cui, bello o brutto che sia il tempo, tu ti sei svegliata col sole in pancia. Senza un motivo preciso ti vien voglia di cantare e battere i piedi sul parquet. E lo fai. Poi, mentre balli, ti metti a pensare alle cazzate che hai combinato, ai traguardi raggiunti, alle piccole follie vissute e a tutto quello che ancora ha da venì. Sorridi come una cretina, mentre gli episodi più intensi della tua vita li vedi scorrere come in un videoclip. Il tuo personale, caleidoscopico [ ... ]

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    go ask Alice (Oplà!)

    Esiste un negozio a Milano che è un piccolo angolo magico. Un luogo di fate, scarpette di cristallo e bianconigli, in cui le favole improvvisamente diventano tangibili. Si chiama Oplà! e principalmente vende bijoux, o meglio, favole mignon da portare al collo (e non solo). Probabilmente non l’avrei mai scovato, se non fosse stato per lei. Il che è un bene, ma anche un male, visto che stasera non ho resistito alla tentazione e ci ho speso pure dei quattrini. E mentre uscivo dal negozio tutta gongolante con la mia piccola Alice stilizzata al collo, nelle cuffie ho fatto partire questa: “… when logic and proportion Have fallen sloppy dead…

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    Piove e mi chiudono il Rolling

    Stamattina ero più contenta. Quando mi sono svegliata, Milano era ancora una volta coperta di bianco. Cascata di fiocchi annessa. Qualche ora dopo invece la neve è diventata acqua, ha cominciato a piovere e ora è di nuovo paciugo. Come se non bastasse, guardo la posta e c’è un messaggio di Liv. Oggetto della mail: “Chiude il Rolling Stone!!! 🙁 ” Eh sì… stamattina ero decisamente più contenta. Quel locale ha 28 anni, diamine! Praticamente siamo cresciuti assieme. Quand’ero “pischella”, concerti a parte, ci ho passato parecchie serate. Già, perché tutto si può dire sulla mia adolescenza, ma “zarra ‘unz ‘unz” io non lo sono mai stata. Niente musica tamarra:…

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    ue’, raga…! (come il Boss ti copia i Kiss)

      Già me lo vedo il Boss, al lavoro sul nuovo album (Working on a Dream), in sala prove con la E Street Band. Bruce (tutto bello galvanizzato): “Ue’, raga, sentite un po’ sto riff che mi è venuto in mente stanotte e ditemi se non spacca!??!? Il pezzo lo chiamo Outlaw Pete. E, siccome sto giro di chitarra ci sta troppo dentro, ho deciso che lo tiriamo avanti 8 minuti. Ok?” Clarence (dopo aver ascoltato, lo sguardo attonito): “… eh… beh… Bruce… bello è bello, eh…” – Poi, in separata sede, agli altri – “Oh, ma ci è o ci fa…?!?? Questa è I was made for loving you…