parole

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    musica tra il buio e il silenzio

    Scrivo che è quasi notte. Il momento che preferisco, da sempre. Quello in cui mi riesce meglio qualunque cosa (o almeno così pare a me). Adoro camminare in bilico sul filo della mezzanotte per poi allungare il passo e andare oltre. Mi piace restare sospesa tra il buio e il silenzio. Quand’ero ragazzina era la situazione ideale per studiare. Oggi è molto di più: è un varco interdimensionale, la porta per accedere al mio spazio senza tempo. Posso leggere, ascoltare, guardare e scrivere senza interruzioni, con la sensazione che i minuti che mi separano dalla mattina siano infiniti. Stasera su consiglio di uno che (di musica) ne sa, sto ascoltando…

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    musica,  parole,  pensieri melensi

    il tuffo

    [consigli di lettura: fate partire questa e cominciate a leggere a 0:26 circa]“… feels like a little baby bird fallen from the nest …” Esistono due tipi di persone: quelle che sfidano la vita per incoscienza e quelle che lo fanno con cognizione di causa. Le prime quasi mai sperimentano la paura, ma si perdono buona parte del brivido che ogni avventura pericolosa si porta appresso. Le seconde invece prendono tempo. Pensano. Soppesano. Salgono lentamente ogni gradino. Passo dopo passo. E una volta sul trampolino olimpionico, si fermano.Restano lì immobili per diversi minuti, i piedi saldamente poggiati, noncuranti degli sguardi sorpresi dei presenti. Osservano a lungo la piscina, ne studiano…

  • musica,  parole,  pensieri melensi

    just a little green

    [consigli di lettura: fate partire questa e cominciate a leggere a 0:41 circa] “… and it’s your face I’m looking for on every street…” Il vicino del piano di sopra, esattamente come ogni giorno che Dio manda in terra, più o meno a quest’ora smette di suonare la chitarra e di borbottare qualcosa alla donna che divide l’appartamento con lui. Non so bene quale sia il rapporto tra loro, ma di certo non è roba facile. Nonostante lui la svegli suonando il pianoforte al mattino e le dia la buonanotte con un arpeggio di chitarra ogni sera, quel che accade in mezzo ha poco a che fare con la musica:…

  • musica,  parole,  scintille

    front porches (tutte le donne del Boss)

    “Ci sono canzoni che nascono dall’erba punteggiata d’azzurro, dalla polvere di migliaia di strade di campagna. Questa ne incarna la poesia”. Stamattina riascoltavo Thunder Road, un pezzo che non mi stancherà mai e che ogni volta si veste di significati nuovi. Pochi minuti di canzone rappresentano attimi infiniti: attese, incontri, scintille, ferite, partenze. Nella mia mente però resta costante l’immagine di questa donna, non bella, nel senso canonico (forse anche un po’ banale) del termine, ma meravigliosamente intensa, affascinante. Spesso pericolosa. Capace, soltanto sfiorando, di toccare per sempre. Così penso a pagine e storie indelebili. E il portico del Boss diventa quello caldo e familiare di Francesca, quello “mancato” di…

  • parole

    secrets

    Stanotte brindo ai segreti, figli unici o condivisi tra pochi. Quelli che, se hai la fortuna di avervi accesso (anche solo per pochi istanti), ti svelano l’essenza della persona che hai di fronte. Siamo i segreti che abbiamo o i segreti sono la proiezione occulta di ciò che avremmo voluto essere? La verità è un segreto che il morente porta con sé – Søren Kierkegaard

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    elogio delle porte chiuse

    Dietro ogni porta chiusa si nascondono misteri, parole non dette, sensazioni non condivise. E fin qui potrebbe anche sembrare un concetto negativo. Ma non lo è. Almeno non quando si tratta di una libera scelta. Quando non sono le persone, le situazioni o il nostro stesso inconscio a imporcelo. Quando sei tu a decidere che quelle porte vanno lasciate chiuse è perché dietro ci sono cose che vanno protette, salvate da fiumi di parole inutili e da vivisezioni impietose. Emozioni sospese che non vuoi tocchino terra. Mai. Tanto sai perfettamente che non esistono scarpette abbastanza grandi da calzar loro a pennello. E vederle strette in décolleté fuori misura sarebbe una…

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    io credo (no easy run)

    [pensieri dopo una bellissima serata di chiacchiere a ruota libera con un’amica] Credo nel potere del comunicare. Nella voglia di condividere, scambiarsi pensieri e sensazioni. Credo negli slanci, nel comprendere e nel saper(si) commuovere. Sempre. Nonostante tutto. L’unica vera fede. L’unica politica in grado di cambiare il mondo. There’s no such thing as an easy run for a treetop flyer. ON AIR: Treetop Flyer – Stephen Stills Grazie a theleeshore per l’ispirazione. E per la chiacchierata.

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    La compilation perfetta: istruzioni per crearne una

    Di compilation nella mia vita ne ho fatte davvero tantissime. Per parenti, amici, compagni di scuola, professori, colleghi… Ho cominciato con le musicassette per poi passare ai cd. Al momento le playlist le carico direttamente sui loro iPod. Così, prendendo spunto dalla celebre scena di Alta fedeltà, ho deciso di stilare, in 10 punti, le mie personalissime (e discutibilissime) indicazioni per dar vita a una buona compilation. Nick Hornby scriveva: “Registrare una buona compilation per rompere il ghiaccio non è mica facile. Devi attaccare con qualcosa di straordinario, per catturare l’attenzione (all’inizio pensai di cominciare con Got to get you off my mind, ma poi mi resi conto che c’era…