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masturbazioni musicali
Quello appena trascorso è stato un week-end di puro revival musicale. Venerdì sera ho cucinato con Like a Virgin, sabato mattina ho spolverato con La voce del padrone. Poi, domenica, scribacchiando con She’s So Unusual, mi sono imbattuta in She Bop: il brano provocatorio di Cyndi Lauper che parla di masturbazione. E mi è venuta voglia di raccoglierle in un post. Le canzoni sul tema autoerotismo. Alcune sono volutamente ironiche, altre invece più dense di significato. Tra le mie masturbazioni musicali preferite ci sono sicuramente quelle qui sotto. Se poi ve ne vengono in mente altre, sparate pure. MASTURBAZIONE BOP-POP “… do I wanna go out with a lion’s roar.…
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take me home (Waits per i senzatetto)
“… Can I get up off the mat Like a wrestler that has Been beaten, beaten Can I get up and come Roaring back? I guess some of us just Get the old maid… Home is a place To get a letter If they can find you I have heard Because you can’t Send a letter To a bird… I am homeless But I am moving Maybe I’ll take the hound down Maybe I’ll take the hound Where the grass is green And the barn is red Where the wind makes the trees look like hula girls…” Si chiama Seeds On Hard Ground il libro che Tom Waits pubblicherà il…
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barefoot
And I’m your barefoot wench for a whole week. Do you care for salami? No. You’d rather not have a scotch? No. You don’t really drink. You do drink me. (Anne Sexton)
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musica e lasagne per carnivori vegetariani
Sono una carnivora fondamentalmente. Nello spirito, più che a tavola. Le cose devo sentirle di pancia per saperle vere. Qualsiasi emozione mi passa attraverso il corpo: nel bene m’incendio, nel male somatizzo. Che c’entra questo con le lasagne? C’entra. Ho sempre diffidato del vegetarianesimo di tendenza. E, da sempre, lasagne e ragù per me vivono in simbiosi. Stasera, dio mi fulmini, preparerò (per la seconda volta, a dire il vero) la variante veggie di uno dei miei primi piatti preferiti. La colpa è di ci_polla e della sua ricetta. Nel cospargermi il capo di cenere, lo confesso pubblicamente: le lasagne vegetariane sono buone. E non ci metto nemmeno un pizzico…
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Quattro chiacchiere fiorentine con Patti Smith
Premesso che con Patti Smith ci farei pure un'ora di coda alla cassa del supermercato, se poi mi dite anche che invece che al super, posso incontrarla a Firenze e farci una chiacchierata itinerante tra Palazzo Vecchio e Santo Spirito, allora son già lì. I was in Florence. È questo il nome dell'evento in questione. Patti Smith a Firenze c'è stata sicuramente più volte, ma il 10 settembre del '79 ad ascoltarla c'erano 50.000 ragazzi e lei si sarebbe ritirata a vita privata proprio il mese successivo. "Quello – ha detto – è stato il concerto più importante della mia carriera, quasi la mia Woodstock". 30 anni dopo, la sacerdotessa…
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Delgados, caffelatte e l’indie rock che fu
Domenica mattina in pieno relax. Caffelatte e musica per colazione. Ripesco un vecchio disco, che più o meno nove anni fa, a furia di sentirlo, avevo letteralmente consumato: The Great Eastern (Delgados). La prima volta che ascoltai The Past That Suits You Best, Aye Today e Accused of Stealing fu grazie al fratellino. Una sua amica, che all’epoca viveva a Londra, gli aveva fatto una cassettina coi pezzi più interessanti del momento. Indie rock di qualità. Ne rimasi folgorata. Oltre ai Delgados nella compilation c’erano anche Pedro The Lion e Belle And Sebastian. Riascolto quei dischi oggi, quasi 10 anni dopo la famosa cassettina, e mi dico che sono molto…
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da grande (le radio pirata)
Ho sempre confessato di essere nata nell’epoca musicale sbagliata, ora mi accorgo di aver pure sbagliato lavoro. Giornalista? Macché… Ora lo so: da grande avrei voluto starmene su una barca, fuori dai confini delle acque territoriali, a trasmettere rock 24 ore su 24! Ieri sera ho visto The Boat That Rocked (diventato qui in Italia I Love Radio Rock), una commedia niente affatto stupida e sorprendentemente divertente sul fenomeno delle radio pirata inglesi degli anni sessanta. Ho pensato: su una di quelle barche io ci sarei stata proprio da dio! Musica coi controca**i, una combriccola di amici con una passione comune e infiniti tramonti in mare aperto. Pirata musicale: meno…
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on air! – numero zero (31/03/09)
Stasera, amici e parenti, dalle 20 in poi, stacco il telefono. Tra poco farò il mio debutto, più o meno ufficiale, con la mia trasmissioncina su RadioNation. Non potevo che sbucar fuori alla vigilia del 1° aprile, data di scherzi, nonché giorno del mio compleanno. Un pesce d’aprile anticipato insomma. La musica sarà buona, lo prometto. Sui miei voli pindarici invece non garantisco. Buon ascolto! P.S. (delle 23.54) La puntata potete riascoltarla qui.
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è tempo di Kaki
Questo titolo, qualche anno fa, me lo suggerì mio zio Piac’ (lo spiritosone!) per un’intervista che avevo fatto a Kaki King. Nel 2005, su GQ, scrivevo più o meno così: “… di New York, Kaki King ha assorbito il sound energico e sincopato, figlio del traffico del downtown. I suoi modelli sono i giganti del finger-picking (Leo Kottke e Alex DeGrassi). I suoi primi spartiti quelli di Beatles e Fleetwood Mac…” Lei suonerà martedì 17 marzo alla Casa 139 (Milano) e io, che dal vivo l’ho già ascoltata, non me la perderò nemmeno sta volta. Qui c’è anche la video-intervista, dalla terrazza panoramica dell’Hotel Galles. Il titolo (è tempo di Kaki)…
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A Milano come a Colonia
Per scrivere, immersi in una Milano umida e uggiosa, il Köln Concert è semplicemente perfetto. Versetti, respiri e orgasmi di Jarrett compresi.