• musica,  nonnulla

    Madonna come Silvio

    Alla fine, come la metti la metti, ‘sta donna fa sempre la sua porca figura. Quello che mi fa sorridere poi è che “non sa cantare”, “non è bella”, “non sa nemmeno ballare”, … ma alla fine le sue foto ci fermiamo a guardarle, le sue canzoni, bene o male, diventano tormentoni e sono in molti a scommettere su di lei grosse, enormi, fantasmagoriche somme di denaro. Vuitton ad esempio per una manciata di foto (vedi quella qui sopra) pare abbia speso sui 10 milioni di dollari. Anche se si ostina a negarlo… Non si può confessare pubblicamente di dar credito a Madonna. Guai! Sarebbe come dichiarare di apprezzare il…

  • musica,  nonnulla

    zucchero di canna e sfizi quotidiani

    Milano è un paciugo. Dopo la copiosa nevicata degli ultimi giorni, ora piove da diverse ore. Per le strade s’incontrano acrobati e funamboli tutti intenti a non trovarsi col culo per terra, disgustosamente immerso in quella poltiglia grigiastra che copre strade e marciapiedi. Stare in piedi oggi è davvero dura. Ma ce l’ho fatta: ho camminato spedita per qualche chilometro, iPod al seguito. Gli stivali sono impregnati d’acqua, le calze pure, ma io e Bob abbiamo raggiunto la meta e ci siamo portati a casa pure il nostro piccolo sfizio quotidiano.

  • musica,  pensieri melensi

    icicles (il freddo e le sue strane costruzioni)

    “… icicle, icicle, where are you going? I have a hiding place when spring marches in…” L’inverno ci ha messo un po’ ad arrivare quest’anno, ma poi ci ha dato dentro. Eccome! La neve è scesa incurante, macchiando di latte qualsiasi cosa. E il freddo ci ha davvero colto alla sprovvista, facendoci passare da stiletti a UGG. Al gelo, quando arriva, non si sfugge. Col caldo si può ancora discutere. Il gelo è un fottuto muro. In fondo l’hai sempre sopportato poco. Hai sempre preferito di gran lunga il segno morbido e indefinito del mare, al tratto forte e deciso della montagna. Poi, rientrando da qualche giorno in alta quota,…

  • musica

    golden slumbers (insetti adorabili…)

    Proviamoci così, a esorcizzare un incubo fatto qualche notte fa. Apro la porta di casa, un ragazzetto sui 15 anni sfodera una bomboletta spray e mi “spara”. Chiudo la porta e entro in casa, consapevole del fatto che qualcosa non va… Mi guardo le braccia e le vedo coperte di macchie simili a lividi. Pian piano le macchie si estendono anche a gambe, pancia e collo. Diventano sempre più scure, quasi nere. Ed ecco il più terribile dei finali: dalle macchie, sotto la pelle, sbucano fuori degli insetti simili a scarafaggi. Robert nel video qui sotto a dire il vero aveva a che fare con un ragno, insetto che mi…

  • musica

    Capodanno 2009 (strange days)

    Nel film (Strange Days) si celebrava il Capodanno 2000. Juliette Lewis, sensuale e grintosa, cantava un bellissimo pezzo di PJ Harvey (Hardly Wait). Il 2000 noi ormai l’abbiamo passato da un po’ e in Strange Days le cose non andavano proprio tanto lisce. Ciò nonostante auguro a tutti un inizio d’anno carico di buona musica e emozioni forti. Le vie di mezzo non ci piacciono. Che il 2009 sia un anno vissuto intensamente.

  • cinema,  musica

    Once (in viaggio)

    22 maggio 2008, ore 12.48 Ok, non sono in una sala cinematografica, ma su un Eurostar, in viaggio verso la capitale per una trasferta lavorativa. Niente Dolby Surround. Soltanto un paio di auricolari, nemmeno dei più raffinati. Spesso l’audio della pellicola si è mischiato al chiacchiericcio degli altri passeggeri, a insistenti squilli di telefonini e allo sferragliare del treno sui binari. Sicuramente la condizione non ottimale per guardare un film. Mettiamoci anche qualche parola strascicata, in un inglese non sempre facile da capire. Eppure Once di John Carney mi ha tenuto incollata allo schermo del portatile, dall’inizio alla fine. Mi ha coinvolto e commoso. Ho appena finito di vederlo, il…

  • cinema,  musica

    Cosa resta (dylaniane visioni)

    Cosa resta di I’m not there (Todd Haynes)? Quest’immagine, sopra tutte, impressa nella mente. Bianco e nero tra Méliès e Tim Burton. Una pellicola surreale, emozionante, visionaria, intricata, densa e geniale, che lascia appesi tra cielo e terra come palloncini. (qualche spiegazione qui) “… The guilty undertaker sighs, The lonesome organ grinder cries, The silver saxophones say I should refuse you. The cracked bells and washed-out horns Blow into my face with scorn, But it’s not that way, I wasn’t born to lose you…”

  • musica,  primi amori,  varie

    Go Joni go!

    Aveva abbandonato la scena musicale, dopo aver definito la discografia «latrina corrotta». Chiamatela incoerenza, chiamatela pure come vi pare, ma se Joni Mitchell oggi ha deciso di tornare, io sono ben contenta. E sorrido compiaciuta a certe sue provocazioni: «Per ascoltare i miei dischi c’è bisogno di emozioni e profondità. Sono due caratteristiche che non appartengono ai maschi bianchi ed eterosessuali che controllano la stampa». Il 24 settembre uscirà nei negozi Shine, miscela sapiente di jazz, world e pop. La tracklist: 1. One Week Last Summer 2. This Place 3. If I Had a Heart 4. Hana 5. Bad Dreams are Good 6. Big Yellow Taxi 7. Night of the…