Da Glastonbury a Woodstock, passando per Michael

Il tempo libero è sempre malauguratamente poco e il blog langue. Succedono cose assolutamente degne di nota e dovrei riuscire a scrivere un post al giorno, forse anche due. Ma niente da fare… Provo a riassumere qui un po’ di arretrati.

1) Michael Jackson
Della sua improvvisa scomparsa si è parlato tanto e si continua a parlare, ipotesi di complotto e altre faccende annesse. Michael per me è un concerto, il primo da sola (o quasi) allo stadio (Brianteo di Monza). I miei genitori e mio fratello se ne stavano sulle gradinate. “Ma’, io vado sul prato, ok?”. E mentre mi gustavo il concerto dalle primissime file, loro se ne stavano col patema che potessi essere una delle ragazzine svenute, che venivano trascinate via in barella dal servizio di sicurezza. Michael Jackson per me è Off The Wall, album che trovo migliore del pluriosannato Thriller. E anche una discussione con la prof. di latino e greco del ginnasio (la Parlafanti). Lei sosteneva che non valesse una cicca e io, nei miei soliti slanci di “ribellione”, passai l’intervallo a cercare di spiegarle il contrario. Il giorno seguente, per protesta, mi presentai in classe coi cerottini bianchi sulle dita… eh eh eh…

2) Glastonbury Festival
Sono convinta di essermi persa il vero evento dell’anno. Una 4 giorni di musica da urlo. Oltre alla line-up, a dir poco invitante, un duro colpo me lo hanno dato queste splendide foto della manifestazione. E le sue. Neil Young, Crosby Stills & Nash, il Boss, Blur, Fleet Foxes, Nick Cave… Taccio e continuo a mangiarmi le mani.

3) Woodstock
Sempre a proposito di festival, ad agosto saranno passati 40 anni dal celebre raduno musicale di Bethel. Il re di tutti i festival (per fama più re del Monterey). E la sottoscritta, pur non essendoci stata (nel senso che ancora non era nata nemmeno), in fondo è da lì che arriva. La mia anima musicale è intrisa dei suoni che in quei giorni si mescolavano al fango. Ho un cuore, marchiato 70’s, che batte a ritmo di rock. Datemi una chitarra (acustica) e vi solleverò il mondo.

Se non li avete già, caricatevi anche solo questi 6 pezzi nell’iPod e poi sappiatemi dire:
Susie Q.
– Creedence Clearwater Revival

Kosmic Blues – Janis Joplin
My Generation – The Who
White Rabbit – Jefferson Airplane
Suite Judy Blue Eyes – Crosby, Stills & Nash
Fire – Jimi Hendrix

5 pensieri su “Da Glastonbury a Woodstock, passando per Michael

  1. ottima scelta di tracks as usual!!

    Grazie per aver postato il link con le mie foto, ne ho altre dei volti assurdi Glastonburiani che ho pronte sul nuovo blog che si lancerà a giorni su RS, attendiamo fiduciosi…

    Le altre foto delle bands le ha fatte un fotografo che oltre ad essere molto bravo mi ha letteralmente salvato la vita dandomi un passaggio per tornare a Londra! 🙂

  2. Grazie a te: belle foto davvero! 🙂

    Whow, nuovo blog! Tienimi aggiornata, che ti inserisco subito nelle “letture consigliate”, mi raccomando.

  3. Thank you dear! Ecco mi hanno appena cambiato il link sul nuovo RS blog, ho ri-linkato quello giusto!
    Io però non posso mettere le letture preferite, sgrunt!

    Fatti sentire quando passi da queste parti, qualche bel concerto londano ci sta sempre bene no?

    baci!

  4. ciao, deve essere stato molto bello. peccato non esserci. ma sai, io ormai faccio come gaber in un suo spettacolo, apro il giornale e mi dico – vediamo cosa mi perdo questa sera -. ma penso sia un problema di età.
    d’altra parte anche Woodstock l’ho perso. allora credo seguissi di più il cantagiro. anche in questo caso conta l’età. però poi , subito dopo è stato veramente un mito. e allora d’estate si cercavano tutti i raduni sul tipo (un anno sono stato a Vastook, in adriatico). diciamo fino al parco lambro del 77. poi qui è passata la moda e io ho cambiato gusti musicali (negli anni 80 ho sentito quasi solo classica e jazz, ecco perchè di Michael Jackson non ti dico nulla).
    ciao e complimenti a chiara per le foto.

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