scintille
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i Jethro Tull, il Carducci e il mio grazie
Premessa: Viviamo in una società così poco sensata, che quando decidiamo di fare un gesto carino nei confronti di qualcuno, spesso evitiamo di farlo per paura di esser presi per degli psicopatici. Io questa volta però me ne sono fregata: il mio gesto carino l’ho fatto. E senza pensarci su. Parcheggio del supermercato. Salgo in ascensore, per tornare alla macchina, col carello della spesa pieno. Accanto a me c’è una ragazza, anche lei col suo carrello. La riconosco subito. Lei è quella che ai balli di fine anno del Carducci (il mio liceo) portava sempre dei pezzi straordinari, per coreografia e musica. Io – “Scusa, sbaglio o anche tu andavi…
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J.D. Salinger (or if HE just flew away)
Difficile spiegare come e perché certe cose ci restino dentro più di altre, lasciando segni indelebili. Parole, istanti, immagini. Tutto ciò che esperiamo viene filtrato da carne, anima, sensi e cervello. Rinasce attraverso di noi. Irrimediabilmente corrotto dal nostro personalissimo sguardo. Il giovane Holden è stato la mia prima lettura davvero consapevole dopo insopportabili schede di libri forzate. Sfogliando quelle pagine, senza nemmeno accorgermene, ho cominciato a intravedere l’universo oltre la carta. A sottolineare frasi a matita, a percepire la profondità sconfinata delle parole. Salinger mi ha preso per mano, proprio come faceva mio nonno quand’ero bambina, e, dalla sponda di quel laghetto in Central Park, in qualche modo ha…
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where you invest your love, you invest your life
Capita raramente di ascoltare dischi nuovi scritti di cuore e di pancia. Quando cerco carne e poesia, di solito mi rifugio in certezze musicali targate ’60s o ’70s. Ormai so perfettamente dove trovare quelle note sincere e potenti, che non scendono a compromessi. Ecco perché, quando qualcosa, oggi, riesce a farmi vibrare di nuovo in quel modo, lo vivo come un piccolo miracolo, una di quelle scoperte da condividere col mondo intero. Stamattina, mentre guidavo verso la redazione, Sigh No More dei Mumford & Sons mi riempiva la macchina di energia e scintille. Avevo i brividi. Roba da pelle d’oca, davvero. E i brividi ce li ho anche stasera, mentre…
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Da Glastonbury a Woodstock, passando per Michael
Il tempo libero è sempre malauguratamente poco e il blog langue. Succedono cose assolutamente degne di nota e dovrei riuscire a scrivere un post al giorno, forse anche due. Ma niente da fare… Provo a riassumere qui un po’ di arretrati. 1) Michael Jackson Della sua improvvisa scomparsa si è parlato tanto e si continua a parlare, ipotesi di complotto e altre faccende annesse. Michael per me è un concerto, il primo da sola (o quasi) allo stadio (Brianteo di Monza). I miei genitori e mio fratello se ne stavano sulle gradinate. “Ma’, io vado sul prato, ok?”. E mentre mi gustavo il concerto dalle primissime file, loro se ne…
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Bob e i numeri doppi
33 anni si apprestano ad appesantirmi la schiena. Meno di una ventina di giorni e avrò sulle spalle questo numero doppio. Due volte 3 anni insomma. Il che significa: doppia dose di risate, doppio giro di lacrime, doppia quantità di minchiate, ma soprattutto doppia voglia di continuare a stordirmi di musica. A quanto pare a Bob (Dylan) dev'esser giunta voce della cosa e ha deciso di far uscire il suo nuovo album proprio nel mio mese (aprile). Mojo, che di tracce ne ha già ascoltate 7 in anteprima, sostiene che il disco sarà sicuramente in lizza tra i migliori del 2009. Io dal canto [ ... ]
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oggi val bene una danza
Ci sono giornate che valgono bene una danza. Quelle in cui, bello o brutto che sia il tempo, tu ti sei svegliata col sole in pancia. Senza un motivo preciso ti vien voglia di cantare e battere i piedi sul parquet. E lo fai. Poi, mentre balli, ti metti a pensare alle cazzate che hai combinato, ai traguardi raggiunti, alle piccole follie vissute e a tutto quello che ancora ha da venì. Sorridi come una cretina, mentre gli episodi più intensi della tua vita li vedi scorrere come in un videoclip. Il tuo personale, caleidoscopico [ ... ]
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abnormally attracted to Tori
Tori Amos è il mio alter ego musicale. Voglio dire, fossi nata musicista avrei voluto farci l'amore anch'io col pianoforte, come fa lei. Avrei voluto mettere enigmi nero su bianco e cantare emozioni di carne. Avrei voluto lanciare coltellate come questa: "... so, you can make me come, that doesn't make you Jesus!...". Per poi fare i conti con paure e insicurezze: "she's convinced she could hold back a glacier, but she couldn't keep baby alive. Doubting if there's a woman in there somewhere...". E ancora [ ... ]
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acrobati
“Lock in! Be alert, my acrobat and I will be soft wood and you the nail and we will make fiery ovens for Jack Sprat and you will hurt yourself into my tiny jail and we will take a supper together and that will be that.” Anne Sexton Amelia – La la la Human Steps
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“Romeo Had Juliette”
Principalmente è colpa sua. Mi ha fatto tornare in mente il mio primo incontro con Lou. Avevo all’incirca 14 anni e mi ero presa una cotta tremenda per Valerio. Compagno di classe, poeta in erba, problematico-introspettivo, aria maudit. Il classico tipo che risveglia la Florence Nightingale che è in ogni donna. Dopo la scuola, facevamo sempre un tratto di strada assieme per tornare a casa. Un giorno lo vedo sfoderare questo. Non sapevo nemmeno chi fosse Lou Reed, ma il giorno seguente avevo già in mano lo stesso libro. La mia dipendenza da Lou è iniziata proprio così. Da un libro di testi e da una cotta liceale. Ho spulciato…