Once (in viaggio)

22 maggio 2008, ore 12.48

Ok, non sono in una sala cinematografica, ma su un Eurostar, in viaggio verso la capitale per una trasferta lavorativa. Niente Dolby Surround. Soltanto un paio di auricolari, nemmeno dei più raffinati. Spesso l’audio della pellicola si è mischiato al chiacchiericcio degli altri passeggeri, a insistenti squilli di telefonini e allo sferragliare del treno sui binari. Sicuramente la condizione non ottimale per guardare un film. Mettiamoci anche qualche parola strascicata, in un inglese non sempre facile da capire. Eppure Once di John Carney mi ha tenuto incollata allo schermo del portatile, dall’inizio alla fine. Mi ha coinvolto e commoso. Ho appena finito di vederlo, il treno è fermo a Bologna e ho già voglia di tornare a casa e imbracciare la chitarra.La storia è in realtà un album musicale, che si compone man mano. Musiche che nascono e si trasformano in fotogrammi. Una ragazza russa, i capelli biondi, lo sguardo luminoso e malinconico. Un ragazzo squattrinato, che suona la chitarra per le strade di Dublino, per curarsi le ferite e scappare da una storia finita male. Li lega la musica. Folk caldo, scarno. Essenziale. Note di chitarra e pianoforte. Li legano il cuore e le ferite.

Guardatelo! Per la musica soprattutto. Semplice, intimista, perfetta per questa pellicola che accarezza lungo il viaggio. E che mi porterò fino a Roma. E non solo.

8 pensieri su “Once (in viaggio)

  1. L’ho comprato dopo che un’amica ha postato falling slowly…. quando lo ascolto la mia mente viaggia proprio…è un cd da meditazione..non so mica se mi fa bene…

  2. Glen Hansard rulez.
    mi piace un sacco sia nei Frames che con la Marketa Irglova…l’ho intervistato mesi fa ed è ancora vivido nella mia memoria, il ricordo di un irlandese romantico, tosto e sincero. Il film non l’ho ancora visto, ma dopo questa tua review così positiva penso lo farò presto. L’album, bellissimo si era meritato 4 stelline su jam, ai tempi.
    grazie per il post e  a presto
    d

  3. Concordo su tutto, anche sull’inglese a volte difficile da capire, che ha creato qualche problema anche a me! Ma quando una storia è più emozionale che di parole, capire ogni singola battuta non serve!

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