intolleranze

[quesiti esistenziali]

In un periodo da” intollerante alimentare”, mi domando come sarà ricominciare a bere latte che sa di latte, mangiare pasta che sa di pasta e soprattutto poter smettere di leggere scrupolosamente ogni etichetta al supermercato.

Ci sono intolleranze passeggere. Altre invece te le porti dietro tutta la vita.
E a volte non basta guardare gli ingredienti per capire di che pasta sono fatti gli impasti.
Un buon rimedio omeopatico? Cantarci sopra.

I lack the enzymes
To properly digest lactose
I can’t drink cow’s milk
I can’t drink milk from a goat
Yogurt, cottage cheese
Make me throw up
Please no cream in my cup

My stomach is swelling
I am lactose intolerant
My throat is constricting
I am lactose intolerant

Cyndi still wants to have fun!

24 anni d’attesa per vedere Cyndi Lauper finalmente su un palco italiano! Ero poco più che una bambina quando ascoltavo Change of Heart, All Through the Night, Girls Just Want To Have Fun e She Bop. Lei l’altra sera le ha fatte tutte e quattro. E questo sarebbe già un ottimo motivo per volerle bene, ma non è l’unico.

La cosa che più mi ha colpito, da neofita di Cyndi-concerti, è un’altra: pur essendo sulla cresta dell’onda da quasi 30 anni, lei si comporta come una di noi.

Niente capricci da diva o regali distacchi. Questa “Madonna mancata” (come l’hanno spesso definita), già alla seconda canzone, se ne stava a mezzo centimetro da me e cantava in piedi su una delle sedie del parterre. La security le intimava di tornare sul palco, beccandosi come risposta un “it’s ok… cosa volete che mi facciano…?”. Tutti preoccupati tranne lei, che di questi bagni di folla, durante la serata, ne ha fatti diversi.

Tre motivi per cui il concerto è entrato immediatamente nei miei “best ever”:
1. La sua voce – Pur avendo da poco compiuto 58 anni, Cyndi ha dimostrato di avere una voce che ancora spacca il culo ai passeri.
2. Il suo modo di muoversi – Sul palco ho visto una donna bambina, sanguigna e matta come un cavallo, che si scatenava a ritmo di blues e pop.
3. I suoi urletti – Ironici, disperati, liberatori. Sono rimasti il suo meraviglioso marchio di fabbrica.

Niente trucchi o inganni insomma, Cyndi oggi è esattamente come l’abbiamo vista in alcuni tra i più colorati e divertenti videoclip degli anni 80: un’artista talentuosa, che non si è mai presa troppo sul serio. Del resto, è la stessa che qualche mese fa, cantando, ha salvato una compagnia aerea dal linciaggio.

Perciò, veline, tronisti, ma soprattutto artisti e cantanti con la puzza sotto il naso, prendete esempio da questa donna. Che sa ancora divertirsi un mondo a fare il mestriere che ama, ma non ha mai smesso un attimo di trattarlo esattamente per quello che è: un lavoro particolarmente divertente.

ON AIR: Cyndi-list by lovlou
PHOTO: by lovlou (taken on July 13th 2011 @ Arena Civica, Milano)

Cyndi Lauper @ Jorge Newbery Airport

Al Jorge Newbery Airport di Buenos Aires Cindy Lauper, in attesa di prendere il suo volo, toglie dai guai una compagnia aerea alle prese con un gruppo di passeggeri inferociti per il ritardo del loro aereo. La popstar prende in prestito uno dei microfoni della porta d’imbarco e improvvisa il suo successo più grande: Girls Just Want To Have Fun. Trasformando in un attimo l’attesa frustrante in uno show indimenticabile. (Repubblica.it)

Quando si dice: “problem solving”.
Donna meravigliosa! ♥

masturbazioni musicali

Quello appena trascorso è stato un week-end di puro revival musicale. Venerdì sera ho cucinato con Like a Virgin, sabato mattina ho spolverato con La voce del padrone. Poi, domenica, scribacchiando con She’s So Unusual, mi sono imbattuta in She Bop: il brano provocatorio di Cyndi Lauper che parla di masturbazione. E mi è venuta voglia di raccoglierle in un post. Le canzoni sul tema autoerotismo.

Alcune sono volutamente ironiche, altre invece più dense di significato. Tra le mie masturbazioni musicali preferite ci sono sicuramente quelle qui sotto. Se poi ve ne vengono in mente altre, sparate pure.



MASTURBAZIONE BOP-POP
“… do I wanna go out with a lion’s roar. Huh, yeah, I wanna go south and get me some more. Hey, they say that a stitch in time saves nine. They say I better stop – or I’ll go blind. Oop – she bop…”

E come sa fare “bop” Cyndi, non lo sa fare nessun’altra: i suoi urletti sono sempre una certezza.
She Bop – Cyndi Lauper

MASTURBAZIONE BLASFEMA
“… gonna lay down. And when my hand touches myself, I can finally rest my head. And when they say take of his body, I think I’ll take from mine instead…”
Un pezzo tutt’altro che leggero. Del resto Tori aveva già dichiarato di non essere una ragazza cornflake. Il suo non è soltanto autoerotismo, ma una provocazione forte: meglio la carne di certe presunte spiritualità…
Icicle – Tori Amos

MASTURBAZIONE A RITMO DI VALZER
“… mentre la notte scendeva stellata stellata, lei affusolata nel buio dormiva incantata. Chi mi dirà buonanotte stanotte, mio Dio? La notte, le stelle, la luna o forse io…”

Autoerotismo a due voci. Un brano cantato come fosse una favola per bambini, ma con testo assolutamente vietato ai minori.
Sei ottavi – Rino Gaetano

MASTURBAZIONE INTERCONTINENTALE
“… fammi sognare. Lei si morde la bocca e si sente l’America. Fammi volare. Lui allunga la mano e si tocca l’America. Fammi l’amore forte, sempre più forte come fosse l’America
…”
Sensuale e rock, in perfetto stile Gianna. Autoerotismo grintoso per viaggiare oltreoceano.
America – Gianna Nannini

MASTURBAZIONE COL PIFFERO
“… roll yer own: you got to hit that spot. Roll yer own when your hands are hot…”
Autoerotismo e stile prog-rock. Il tutto incendiato dal flauto traverso di Ian Anderson.
Roll Yer Own – Jethro Tull

MASTURBAZIONE DI SOPRAVVIVENZA
“… ho fatto le mie scale tre alla volta, mi son steso su un divano. Ho chiuso un poco gli occhi e con dolcezza è partita la mia mano…”
La ballata dell’autoerotismo per disperazione. L’unica soluzione dopo una sfilza di due di picche.
Disperato erotico stomp – Lucio Dalla

(Copertina di Milo Manara)

musica per pioggia e borlotti

Ho appena messo a bagno i borlotti. Domani si fa la pasta e fagioli. Confesso con un filo di vergogna che è la mia prima volta (coi fagioli!). Meglio tardi che mai. Nel frattempo, passeggiando per facebook, scopro che controfigura di Naomi Watts in The International e mi dico: se lei ce l’ha fatta a gestire Naomi, io devo farcela coi borlotti.

Nel frattempo a Milano diluvia, come in gran parte dello Stivale. La pioggia, quando la si guarda da una finestra, non è poi così male: conferisce a ogni cosa un aspetto lucente. Poi certa musica si accompagna benissimo con l’acqua. Il timbro melancolico di Stephin Merrit (Magnetic Fields), col suo adorabile “oOOOooooooooOOoohhh“, quello lieve e romantico di Chet Baker, che calza a pennello su un brano d’altri tempi, o ancora il suono del wurlitzer in 5 On A Joyride di Cody ChesnuTT, che vibra come i riflessi sul bagnato.

Ecco 10 brani che stanno alla pioggia come la pasta ai borlotti:

Ma voi, per curiosità, l’aglio nella pasta e fagioli ce lo mettete o no?

Vecchie glorie o blogger vecchie?

Lei (musicalmente parlando) è una delle cose (poche, anzi pochissime!) a cui sono più affezionata degli anni 80. Le ciocche di capelli rosso fuoco, gli inconfondibili urletti viscerali. L’innato anticonformismo. Schiva com’è sempre stata di fronte a show-bizz e mondanità. Questa donnina, alta poco più di un metro e cinquanta, è stata forse una tra le artiste più sottovalutate dell’epoca, ma, per quanto mi riguarda, di talento (voce pure) ne ha sempre avuto da vendere. She’s So Unusual, True Colors, A night to Remember… Li ho consumati.

Certo, qualche scivolone è capitato anche a lei. Però Cyndi alla fine, gonnelloni colorati e capelli di platino, la faccia non l’ha mai persa e non è mai risultata ridicola. Neppure quando ha cantato Hey Now (Girls Just Wanna Have Fun), parrucca giallo canarino, saltellando tra suore e travestiti. Autoironica all’eccesso, ma anche capace di incredibili picchi di poesia.

Uscirà con un nuovo album, Bring Ya To The Brink, che la sottoscritta ha già ascoltato. Dance allo stato puro… e la cosa, lo ammetto, non mi fa impazzire. Sta di fatto che ho già trovato il mio tormentone: Rain On Me. Sì, sono una schifosissima nostalgica, ma questo pezzo mi ricorda da morire il Cyndi-sound degli anni 80. Il che, mi rendo conto, non è proprio un complimentone per la signorina Lauper. Ma, commentavo ieri con lui, finisce sempre così: aspettiamo i nuovi lavori dei nostri “beniamini musicali” e poi finiamo per affezionarci maggiormente alle cose che più ci riportano indietro ai loro momenti di gloria. Sarà la vecchiaia che avanza…?

www.cyndilauper.it