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Fluidoflusso: che villaggio a Milano!
Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio. Dice più o meno così un antico proverbio africano e chi ne ha cresciuto anche uno soltanto (di bambino), sa quanto un’affermazione di questo tipo sia sacrosanta. Oddio, forse quelli che se ne sono resi conto davvero sono stati più i nostri nonni, bisnonni, trisavoli. Tutti coloro che per retaggio culturale, ma soprattutto per necessità, si sono ritrovati a condividere spazi e quotidianità. Quelli che hanno accolto i propri figli e sono stati accolti a loro volta da un’intera comunità. Famiglie fatte di figlie madri e nonne figlie in cui presenza e supporto sono stati parte integrante del naturale evolversi delle…
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hang the dj (MusiCamp 2011)
Che programmi avete per sabato prossimo? Weekend al mare? Naaaaaa... che poi magari piove. Cena con gli amici? Naaaaaa...
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little girl blue
“… sit there, count your fingers. What else is there to do? And I know how you feel, I know you feel that you’re through. Sit there, count your little fingers, my unhappy little girl blue. Sit there, count those raindrops, feel ‘em falling down all around you. Don’t you know it’s time somebody told you, ‘cause you got to know that all you ever gonna have to count on, or gonna wanna lean on it’s gonna feel just like those raindrops do when they’re falling down all around you…” ON AIR: Little girl blue – Janis Joplin
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Come promesso…
… ecco la famosa casa gialla: Si trova esattamente qui:
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la casa gialla
C’è una casa gialla alla periferia di Milano. Ho preso la tangenziale est mille volte, passandole accanto, per scappare dalla metropoli, ma non l’avevo mai notata. Ho scoperto questo angolino prezioso, solo da quando mi faccio comodamente scarrozzare dalla navetta tutte le mattine, per andare al lavoro. Fate la via Rombon (direzione Cassanese), possibilmente in una giornata limpida. Quando siete a cavallo del Lambro, voltatevi a destra e allungate lo sguardo oltre il ponticello in pietra. La casa gialla se ne sta lì, piccolo gioiellino milanese di due o tre piani, immersa in un verde che nemmeno sembra nostro. Bella come il sole, ogni mattina ricambia il mio sguardo, strizza…
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Milan l’è un gran Milan
Mi godo una Pasquetta casalinga, in una Milano semi-deserta e bellissima, che esplode di sole.
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se non Kaki non vale
La casa 139 ieri sera era un forno, piena all’inverosimile. Kaki King, ahimè, era in vena di “virtuosismi” e la sottoscritta è una che preferisce di gran lunga la sostanza. In attesa di concerti migliori, Kaki per ora me l’ascolto nello stereo. P.S. Il titolo trash lo dovete a Bioetola.
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Amnesia (non sembra una radio)
Sono una fan di questo programma. Le puntate a dire il vero non le ascolto quasi mai in diretta. Mi piace di più camminare per Milano col podcast nelle cuffie. Amnesia (va letto con accento sulla “e”!) è un diario, tenuto giorno per giorno, un blog radiofonico intelligente e anche poetico. E soprattutto gli autori (Matteo Caccia e Alessandro Genovesi) con la musica a quanto pare si divertono un bel po’. Scelte sonore davvero eclettiche, insolite per una radio a circuito nazionale. Si passa con disinvoltura da Piero Ciampi a Jeff Buckley, da Benny Goodman a Johnny Cash, da Basia Bulat ai Beirut. Se non vi fidate, buttate pure un…
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Piove e mi chiudono il Rolling
Stamattina ero più contenta. Quando mi sono svegliata, Milano era ancora una volta coperta di bianco. Cascata di fiocchi annessa. Qualche ora dopo invece la neve è diventata acqua, ha cominciato a piovere e ora è di nuovo paciugo. Come se non bastasse, guardo la posta e c’è un messaggio di Liv. Oggetto della mail: “Chiude il Rolling Stone!!! 🙁 ” Eh sì… stamattina ero decisamente più contenta. Quel locale ha 28 anni, diamine! Praticamente siamo cresciuti assieme. Quand’ero “pischella”, concerti a parte, ci ho passato parecchie serate. Già, perché tutto si può dire sulla mia adolescenza, ma “zarra ‘unz ‘unz” io non lo sono mai stata. Niente musica tamarra:…
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mangiami l’anima (a teatro)
Lei è un’amica, Giovanna Furio, in arte Anna Voig, e questo un estratto del suo Mangiami l’anima e poi sputala: “… l’asfalto arde sotto i colpi del sole alto. Avverto il suo odore acido, mentre sgommo sulla corvette rossa nella campagna arida. Non succede niente. Affondo il piede sull’acceleratore. Il vento caldo si accanisce sui miei capelli, colorati rossi e gialli. Non succede niente. Volo. Almeno credo. Il vento caldo mi si aggrappa al collo e inizia a succhiare l’aria dai polmoni…” Dalla carta, il libro di Giovanna è già passato al palcoscenico. E il debutto milanese dello spettacolo, adattato dalle Fibre Parallele, sarà al Teatro Pim Spazio Scenico dal…